Club to Club 2018: The Collater.al Diary

Il Club to Club 2018 è stata un’esperienza incredibile e se te la sei persa, hai commesso un grave errore. Te la raccontiamo nel Collater.al diary.

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6 novembre 2018

Il Club to Club 2018 è stata un’esperienza incredibile e se te la sei persa, hai commesso un grave errore. Non disperare e recupera leggendo il Collater.al diary.

DAY #1

La mia avventura inizia venerdì 1 Novembre all’AC Hotel Lingotto, che ha ospitato Absolutsymposium 2018, l’evento targato Absolut Vodka. La visita alla location parte con l’esplorazione delle 4 emotional secret rooms con una degustazione di cocktails abbinata; mi ritrovo nell’ascensore insieme a Sem&Stènncon i quali ho avuto modo di realizzare alcuni scatti vicino all’installazione interattiva della stanza Positività, che aveva la particolarità di reagire agli impulsi sonori. Nella stanza Sorpresa è presente un’installazione che questa volta riprende i visitatori e proietta le loro immagini su uno schermo dai colori psichedelici, con il sound di Aphex Twin.

Tra le installazioni è presente anche un’opera realizzata dagli studenti di Sound Design IED Milano in collaborazione con Roland, caratterizzata da una sonorizzazione quadrifonica integrata ad un sistema di luci reattive ai suoni “Pattern Generations”: urlando o battendo le mani i LED si illuminano e cambiano colore.

L’atmosfera generale di allegria e divertimento che contraddistinguono l’iniziativa mi portano a visitare l’ultima stanza, Gioia (non a caso) mi annebbia letteralmente i ricordi con il cocktail finale. La serata si conclude a cena e successivamente alle OGR, dove assisto al live di Tirzah.

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DAY #2

Il secondo giorno a Torino decido di visitare la bellissima mostra di fotografia World Press Photo, dove mi colpiscono molto i lavori di Ronaldo Schemidt, Javier Arcenillas, Daniel Beltrá e Luca Locatelli. Finalmente arriva sera e l’atteso primo appuntamento a Lingotto. Al Crack Stage c’è Elena Colombi, che introduce lentamente il mood della serata, per poi caricare tantissimo con ritmi industriali e pulsanti dallo stile inconfondibile.

Sono pronta ad affrontare gli Iceage al Main Stage, che si mangiano il palco dall’inizio alla fine della performance, portando una dose di adrenalina pazzesca dall’attitudine punk rock all’interno del festival (che non guasta mai). Sono molto emozionata perché è il turno dei Beach House, che amo da sempre, tanto che entro in un’altra dimensione sospesa nel tempo; lo spettacolo, del resto, è pieno di atmosfere sognanti e psichedeliche accompagnate da classici come Space Song e Myth, fino ai pezzi tratti da 7, come Pay no mind, tra i più belli del loro ultimo album.

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Si continua con una delle esibizioni più fighe di tutto il C2C, quella di Jamie XX, che non sbaglia un colpo passando da On Hold, ad un remix di Let the Sunshine, per concludere da maestro con una citazione trionfale di Gosh; tutto accompagnato dalla luce suggestiva di una sfera specchiata in perfetto stile disco dance. Luci, suoni e un pubblico in visibilio hanno contribuito a regalare uno dei momenti più belli del festival.

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Credendo di essermi già innamorata penso: come si fa a reggere il tiro dopo questa esibizione? Vengo subito smentita da Peggy Gou che entra in scena carichissima, con la maglia della Juve e inizia ad andarci giù pesante, senza preamboli. Come da tradizione, compaiono giraffe e bandiere coreane: anche questa volta Peggy è riuscita a conquistare il pubblico, me compresa. Dopo aver ballato come una pazza, chiudo in bellezza con il sound di Avalon Emerson.

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DAY #3

La prima volta che ho sentito Aphex Twin ero in Austria, in un negozio di musica elettronica di Lienz e avevo 16 anni, inutile dire quanto aspettassi la sua esibizione al C2C. Arrivo in tempo per il live di Yves Tumor che scende tra il pubblico, sfila di fronte alla folla e avvicina il suo corpo all’amplificatore con il microfono in mano, come un vero animale da palcoscenico.

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A seguire c’è Devonté Hynes, in arte Blood Orange, accompagnato da un’orchestra che ci regala una performance completa e di alto livello tra sax, pianoforte e cori. Si susseguono pezzi come Youre Not Good Enough e brani tratti dal nuovo album Negro Swan.  Mi fermo a sentire l’interessante diretta di Babylon Rai Radio 2 condotta da Carlo Pastore e successivamente mi scateno sulle note di DJ Nigga Fox.

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Arriva l’1:30, scende in campo Aphex Twin accompagnato da luci e fumogeni. Non c’è niente da fare: il maestro supera tutti, portando lo show ad un livello, se possibile, ancora più alto. Il suo live è una vera opera d’arte visiva, composta da raggi laser, neon e schermi giganteschi su cui vengono proiettate visioni disturbanti, contraddistinte dal ghigno inconfondibile di Richard James, per poi evolversi in un vero trip delirante di allucinazioni a base di Roberto Benigni, Rita Levi Montalcini, Cicciolina, Agnelli e Gramsci. In una sola parola: genio. Il ritmo pulsa, esplode e si scatena senza sosta, questo è un live che non si dimentica. Mi sposto e salgo sul palco dell’Absoult Vodka per godere a pieno dello spettacolo; scendendo mi ritrovo nel bel mezzo di un rave travolgente. La mia serata continua, ma mi ci vorrà anche il giorno dopo per “assimilare” l’esperienza incredibile di Aphex, un artista ineccepibile. Il giorno dopo ho il treno per Milano, torno a casa arricchita da questa bellissima esperienza, indimenticabile dall’inizio alla fine, tanto che ci vorrebbe un altro C2C per non “soffrire”… ci tocca aspettare l’anno prossimo.

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Testo e Fotografie © Claudia Fuggetti

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