Quando un brand scrive “Not an ordinary sale” e mette tutto in saldo fino a esaurimento scorte, il riflesso è pensare al peggio, chiusura, resa, fine corsa. Con Codalunga accade l’esatto contrario, il saldo lanciato in questi giorni sull’e-shop è solo l’ultimo capitolo di una fase, l’annuncio parla esplicitamente di una produzione futura “diversa”, mentre la vera notizia si trova altrove, al numero 20 di via Martiri della Libertà, a Vittorio Veneto, dove la sede storica di Codalunga è in restauro per diventare un nuovo spazio espositivo permanente.

Per capire perché questo dettaglio non è amministrazione ma cronaca culturale, bisogna sapere chi c’è dietro. Codalunga nasce nel 2005 come una sezione dello studio di Nico Vascellari, artista visivo nato proprio a Vittorio Veneto nel 1976, oggi tra i nomi italiani più riconosciuti a livello internazionale, definito da Marina Abramović “il numero uno”. Tornato dagli Stati Uniti, Vascellari decide di aprire al pubblico parte del suo studio in una cittadina di 27mila abitanti tutt’altro che avvezza al dibattito artistico contemporaneo. Da lì, in vent’anni, passano oltre 200 tra mostre, concerti e progetti: Jimmie Durham, Charlemagne Palestine, Enzo Cucchi, Ghedalia Tazartes, la prima vetrina d’artista firmata Banks Violette nel 2016. Codalunga diventa il punto di riferimento per una scena sperimentale che affonda le radici nel punk veneto degli anni ’80-’90 e che, grazie a Vascellari si internazionalizza.


Il salto verso il “brand” con magliette, oggetti, i temporary store aperti nel 2022 alla Stazione Termini di Roma e alla Centrale di Milano è la continuazione dichiarata del progetto. Interrogato su come si concili l’indipendenza con l’apertura di un negozio in un luogo “spudoratamente commerciale” come una stazione, Vascellari ha risposto senza esitazioni: se gli artisti chiamano “opere” i propri lavori, non si vede perché aprire un negozio non possa esserlo altrettanto. È una posizione coerente con tutta la sua pratica, che da sempre mescola musica (è il fondatore dei Ninos du Brasil), performance, scultura e ora anche retail, trattando ogni formato come estensione dello stesso gesto artistico.

La novità di questi mesi si inserisce in un disegno più ampio, di cui Vascellari parla apertamente: non un ritorno a Vittorio Veneto, perché non se n’è mai andato, dice, semplicemente la sede storica era temporaneamente chiusa, ma un investimento sulla rinascita del centro storico di Serravalle, la parte più antica della città, oggi segnata da negozi sfitti e vie a bassa vitalità. Nel restauro di quello che i canali locali chiamano “Palazzo Vascellari” confluirà anche l’archivio personale dell’artista, mentre nelle scorse settimane un temporary store a due civici di distanza dalla sede storica ha già iniziato a testare il terreno, condizionato, per esplicita richiesta dello stesso Vascellari, alla chiusura al traffico della via per ogni evento. Chi in questi giorni acquista un capo scontato su codalunga.org non sta solo approfittando di un saldo di fine stagione. Sta chiudendo, senza saperlo, un ciclo di vent’anni che sta per riaprirsi in una forma nuova, con più muri e più storia.

