Non esiste nessun gesto quotidiano che è diventato un rituale come “caffè e sigaretta”. Per alcuni il caffè è solo il pretesto per accendersi una sigaretta, per altri è il contrario. Fatto sta che poche cose sono così saldamente unite (soprattutto nel nostro Paese) di una tazzina di caffè e una sigaretta a seguire. Ovviamente il loro successo non è sicuramente dovuto al fatto che siano due cose sane (anzi possiamo certamente dire il contrario), ma la popolarità di questa coppia risiede in qualcosa di più profondo.
Perché caffè-e-sigaretta vuol dire conversazione, confronto, a volte significa segreti e confessioni, altre volte è prendersi una pausa dalla realtà, muoversi da dove si è.
Dopo autori come Italo Svevo, che con la figura di Zeno Cosini hanno provato ad analizzare in cosa si nasconde realmente il piacere di fumare, ovvero nell’infinito e perpetuo proposito di smettere, o di registi come Jim Jarmusch, che col suo Coffee and Cigarettes mostra come possano essere infiniti un caffé e una sigaretta, non sorprende che anche il mondo del design abbia deciso di confrontarsi con questo binomio.

Solo e Sola è la tazzina disegnata da Theodore Ullrich per lo studio newyorchese Tomorrow Lab, che presenta un piccolo foro sul manico pensato per inserirci la sigaretta e averla sempre a portata di mano.



C’è poi chi affronta lo stesso tema togliendo l’ironia dichiarata e lasciando parlare la forma. Carlo Trevisani, designer veronese trapiantato a Milano, con un passato allo ISIA di Faenza tra ceramica e progettazione della luce, lavora su quella soglia sottile tra oggetto e relazione affettiva e ciò disegna riesce a somigliare sempre a un gesto quotidiano già esistente. Il suo coffee & cigarettes è uno studio di forma che mette fianco a fianco i due oggetti simbolo della pausa italiana (e non solo), come se il designer stesse semplicemente fotografando un’abitudine invece di inventarla.


Infine c’è chi il caffè e la sigaretta li unisce senza nemmeno passare dalla produzione, restando nel campo del puro immaginario. Emanuele Jane Morelli, art director e prompt engineer italiano diventato noto per le sue collaborazioni immaginarie tra grandi maison e oggetti iconici del quotidiano porta lo stesso metodo su questo territorio. Il suo è un concept generato con l’intelligenza artificiale che immagina un set coordinato caffè-sigaretta che abbandona la forma della classica tazzina, ma abbraccia l’estetica del lusso contemporaneo.
Tre approcci diversissimi che arrivano però tutti alla stessa conclusione: il caffè e la sigaretta non sono due gesti separati.



