Art Due corti animati italiani nella shortlist per l’Oscar 
Artanimationillustrationstop motion

Due corti animati italiani nella shortlist per l’Oscar 

-
Giulia Guido

Mancano 4 mesi esatti alla 98ª cerimonia dei premi Oscar e l’Academy ha pubblicato le shortlist di 12 categorie. La delusione derivata dal non vedere l’Italia nella lista in gara per il Miglior film straniero lascia subito lo spazio alla speranza mista a gioia e stupore nel vederla presente due volte in una categoria meno bazzicata dal nostro Paese, quella del Miglior cortometraggio d’animazione.

Se scorriamo la lista di tutte le nomination di questa categoria, dal 1930 a oggi, l’Italia appare solo quattro volte: nel 1965 con La Gazza Ladra di Emanuele Luzzati, nel 1976 con Dedalo di Manfredo Manfredi, nel 1990 con Cavallette di Bruno Bozzetto e nel 2011 con La Luna di Enrico Casarosa, l’unico italiano che è riuscito ad aggiudicarsi anche una nomination per il miglior film d’animazione con Luca nel 2022.
Sarà per questo che vedere due titoli italiani nella shortlist per gli Oscar 2026 un po’ stupisce e un po’ fa sperare in un futuro in cui l’animazione in Italia possa ritagliarsi il posto che si merita. 

Ma quali sono questi due cortometraggi?

Il primo è Éiru di Giovanna Ferrari

Giovanna Ferrari è una regista, animatrice e storyboard artist italiana, nata a Bologna nel 1979. Dopo gli studi, ha lavorato per diversi anni in Francia collaborando con vari registi e realtà europee nel campo dell’animazione. Nel 2014 si trasferisce a Kilkenny, in Irlanda, dove entra a far parte del prestigioso Cartoon Saloon, lo studio conosciuto a livello internazionale per film come Song of the Sea, Wolfwalkers e The Breadwinner. Qui ha ricoperto ruoli chiave come Head of Story e Storyboard Artist su numerose produzioni, vincendo anche premi come l’Emile Award per The Breadwinner e un Irish Animation Award per My Father’s Dragon

Éiru segna il suo debutto alla regia e alla sceneggiatura. Prodotto da Cartoon Saloon in collaborazione con Herstory, il corto di circa 13 minuti è ambientato nell’Irlanda dell’Età del Ferro e racconta di Éiru, la più piccola di un clan di guerrieri, che decide di scendere nelle profondità della terra quando il pozzo del villaggio si prosciuga misteriosamente, con l’obiettivo di riportare l’acqua e salvare la sua comunità. Durante il suo viaggio si confronta con antiche mitologie e forze naturali, dimostrando coraggio e resilienza.

Il corto è realizzato principalmente con animazione 2D digitale, usando strumenti come TVPaint e Moho, ma con uno stile volutamente grezzo e tradizionale, dove i personaggi si muovono con una gestualità robusta e linee che accentuano l’espressività. È questa scelta stilistica a dare al film una forte personalità visiva. 

Il secondo cortometraggio presente nella shortlit per gli Oscar è completamente l’opposto: Playing God di Matteo Burani

Oscar

Classe 1991, anche Matteo Burani, regista e artista visivo, è nato a Bologna. Co-fondatore dello Studio Croma Animation specializzato in stop motion, Burani ha lavorato a lungo nella produzione di animazioni e cortometraggi prima di dirigere Playing God, il suo primo progetto personale.

Si tratta di un cortometraggio di circa 9 minuti che racconta la storia di uno scultore tormentato che tenta di plasmare figure umane di argilla dalle proporzioni ideali. Quando si rende conto di non riuscire a raggiungere la perfezione desiderata, le abbandona. Una delle creature, nel disperato tentativo di raggiungerlo, si autodistrugge ma trova compassione tra le altre opere rinnegate. La narrazione esplora il rapporto tra creatore e creato, perfezione e imperfezione, accettazione e solidarietà. 

Basta guardare il trailer – senza dimenticare le origini bolognesi del regista – per notare un rimando  al Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, il gruppo scultoreo visibile nella chiesta di Santa Maria della Vita a Bologna. 

Per la realizzazione è stata scelta principalmente la tecnica della stop motion combinata con puppet animation, claymotion (animazione di personaggi di argilla) e pixelation (inclusa l’animazione di parti umane come le mani) per ottenere un effetto artigianale e palpabile.

Ora non resta che aspettare in primo luogo il 22 gennaio, giorno in cui verranno annunciate le nomination ufficiali, per scoprire se i lavori di Giovanna Ferrari e Matto Burani rientreranno nella cinquina finale. Poi l’appuntamento per gli Oscar sarà per il 16 marzo

Artanimationillustrationstop motion
Scritto da Giulia Guido

Editor's Picks

x
Ascolta su