Nel mondo dell’abbigliamento outdoor, la ricerca sui materiali è ciò che permette a un capo di fare la differenza anche senza renderlo evidente. È da questa idea che nasce la collaborazione tra Patagonia e Thermore per la collezione Heyes Peak, che integra l’imbottitura Thermore® EVOdown®, realizzata al 100% con fibre riciclate provenienti da bottiglie PET post-consumo. Un progetto che mette al centro il rapporto tra prestazioni tecniche, comfort e scelta dei materiali, partendo da ciò che spesso resta nascosto all’interno di una giacca.


La partnership mette in dialogo due approcci che, nel mondo dell’abbigliamento outdoor, partono da una stessa esigenza: progettare capi capaci di affrontare condizioni variabili senza aggiungere complessità, peso o materiali superflui. Il risultato è una collezione pensata soprattutto per le mezze stagioni, quando vestirsi significa spesso trovare un equilibrio tra protezione, libertà di movimento e possibilità di stratificare.
La caratteristica più interessante di Thermore® EVOdown® è proprio quella che non si vede. L’imbottitura è realizzata al 100% con fibre riciclate provenienti da bottiglie PET post-consumo e nasce per offrire una sensazione morbida e un calore costante, mantenendo al tempo stesso un ingombro contenuto.



È una soluzione particolarmente adatta alla logica della collezione Heyes Peak: capi destinati a essere indossati nella quotidianità, quando il clima può cambiare nel giro di poche ore e la possibilità di aggiungere o togliere uno strato diventa parte integrante del modo di vestirsi. La collezione comprende cinque modelli uomo e donna, tra cui giacca, parka, giacca con cappuccio e parka 3-in-1. Quest’ultimo è il modello attualmente disponibile in Italia, nelle versioni maschile e femminile, e integra la tecnologia Thermore nella giacca interna.
Nel modello Heyes Peak, l’imbottitura non viene considerata come un elemento isolato, ma entra in un sistema più ampio di materiali. La giacca utilizza infatti un tessuto esterno in nylon ripstop NetPlus®, realizzato al 100% con materiale riciclato post-consumo proveniente da reti da pesca recuperate. Il ripstop da 1,2 oz e 20 denari è inoltre trattato con una finitura DWR realizzata senza PFAS aggiunti intenzionalmente. All’interno, invece, l’EVOdown® lavora sulla componente termica.
È proprio questa combinazione a rendere interessante il progetto: la ricerca non si concentra su un singolo dettaglio, ma prova a intervenire sui diversi livelli che compongono un capo. Tessuto esterno, imbottitura e trattamento vengono pensati come parti dello stesso sistema. Anche la produzione segue questa impostazione: i modelli della collezione sono realizzati in uno stabilimento certificato Fair Trade Certified™.



L’utilizzo di fibre riciclate non è una novità assoluta per Thermore. L’azienda, con sede a Milano, lavora da anni sullo sviluppo di imbottiture termiche ottenute da materiali riciclati e indica nell’impiego di fibre provenienti da bottiglie PET post-consumo uno dei punti centrali della propria ricerca.
Nel caso di EVOdown®, il materiale riciclato viene trasformato in un’imbottitura che cerca di mantenere alcune delle qualità associate al piumino, nsoprattutto morbidezza e comfort, attraverso una soluzione sintetica più semplice da gestire e progettata per mantenere le proprie prestazioni nel tempo.
La collaborazione con Patagonia porta questa ricerca all’interno di una collezione costruita attorno alla versatilità. Non si tratta quindi soltanto di aggiungere un’imbottitura riciclata a una giacca, ma di far dialogare materiali differenti per rispondere a una situazione concreta: quella di un abbigliamento quotidiano capace di adattarsi al clima senza rinunciare al comfort.

«I materiali migliori sono quelli che ci aiutano a soddisfare le esigenze dei nostri clienti riducendo al contempo il nostro impatto ambientale», ha dichiarato Mark Little, Senior Business Unit Director – Lifestyle Essentials & Graphics di Patagonia, sottolineando come EVOdown® abbia permesso al brand di integrare calore, morbidezza e resistenza all’interno della collezione.
La tecnologia rimane in gran parte nascosta, non è il dettaglio spettacolare a definire il capo, ma ciò che succede quando tutti gli elementi lavorano insieme. L’imbottitura deve scaldare, il tessuto proteggere, la costruzione permettere di muoversi e la giacca adattarsi a condizioni diverse. Il fatto che parte di questa ricerca provenga da materiali riciclati significa che il progetto prova a spostare la domanda dalla semplice performance alla provenienza di ciò che rende possibile quella performance.




