La maggior parte della popolazione mondiale ha sofferto di ipocondria almeno una volta nella vita. Per un periodo più o meno lungo, ognuno di noi ha pensato di avere tutte le malattie segnalate sull’Enciclopedia Medica. Uno starnuto, un macchia sulla pelle, un po’ di nervosismo e l’appuntamento dal medico per sapere quanto ci resta da vivere è scontato. Questo perchè non ci siamo accorti che in questo nuovo mondo non è la medicina tradizionale a poterci salvare.
Dana Wyse, visual artist canadese, dal 1996 ha iniziato un progetto concluso quindici anni dopo basato sul mercato delle pillole: Jesus had a sister productions. Però delle pillole un po’ speciali, che permettono alle donne di essere perfette mamme, che fanno parlare istantaneamente francese per rimorchiare e aiutano a convivere con il disagio. Un mondo di medicinali utopici con effetto immediato perchè l’uomo di oggi non può aspettare, con un merchandising un po’ retro, venduto a modici prezzi e che vi metterà di fronte alla follia dell’individuo contemporaneo.
La Wyse ha lanciato così 250 cure e vende le sue pillole nei bookshop dei musei. Ovviamente i prodotti non sono realmente consumabili, ma vi possiamo assicurare che la sola vista vi aiuterà a ridimensionare le vostre paranoie.

























