Art Se il subconscio parla all’arte
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Se il subconscio parla all’arte

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Giorgia Massari
Dave Swensen

Se guardiamo ai sogni come luogo d’azione del nostro subconscio, considerando in questa sfera anche le fantasticherie della mente, i mondi visivi diverrebbero infiniti. Se poi tentiamo l’impresa freudiana di attribuire loro un significato e di cercare una spiegazione a tutte quelle situazioni e immagini che convergono dall’irrazionalità, allora l’autoanalisi genererà inevitabilmente ulteriori mondi. Non solo nuovi campi visivi ma veri luoghi di confine, situati tra un reale e un surreale la cui natura è scandita sia dal soggetto sveglio sia da quello addormentato. È da questa esatta condizione che prende vita l’arte di Dave Swensen, oggi in mostra alla Galleria Ramo di Como fino al 22 settembre. I Once Dreamt of Endless Rain, una volta sognai infinita pioggia – con questa suggestione si aprono le porte della personale di Swensen che tra dipinti ad olio e opere in grafite tesse una narrativa che tenta di far comunicare la mente inconscia con quella cosciente. Ciò che sottolinea è il fondamento reale dei sogni avvalorato dalle verità che disvelano, talvolta sotto forma animale talvolta attraverso immagini deliranti. Insomma, i sogni sono sempre in grado di affascinare e per questo ne abbiamo voluto parlare proprio con Dave Swensen che ci ha spiegato meglio il suo pensiero e la sua ricerca.

Dave Swensen
Courtesy Dave Swnsen, Galleria Ramo | Ph Simon J V David

Quanto dei tuoi sogni è presente nei tuoi dipinti? Riesci a ricordarteli chiaramente?

«Stranamente, non sogno molto. Quando lo faccio, i miei sogni sono spesso molto bizzarri. Cerco sempre di ricordare il maggior numero di dettagli possibile appena mi sveglio per capire cosa ho sognato. A volte il significato è ovvio, altre volte no; ed è questo che mi interessa. I loro contenuti mescolano realismo, simbolismo e fantasia, apparendo in modo inaspettato. La natura onirica del mio lavoro non è personale; spesso contiene sequenze e ambientazioni che immagino possa sognare qualcun altro. Nel mio studio fantastico spesso su ciò che altre persone pensano e sognano; mi interessano le visioni quotidiane

Se i sogni sono prodotti del nostro inconscio, secondo te significa che la nostra verità risiede lì?

«Questa è una domanda che fa riflettere! Sì, penso di sì. I sogni tirano fuori le verità sepolte in tutti noi. Non c’è modo di nascondersi dall’inconscio. È tutto lì e pronto a uscire quando meno ce lo aspettiamo. L’interpretazione del significato spetta all’individuo decifrarla.»

Penso ai surrealisti, o anche alla scorsa Biennale di Venezia ispirata a “Il latte dei sogni” di Leonora Carrington. Vedi il tuo lavoro come analogo alla loro esplorazione? Oppure il tuo è più un approccio freudiano?

«Lo considero più un’analisi freudiana. Molto del mio lavoro è figurativo e radicato nell’emozione umana. Punto a elementi surrealisti bilanciati, poiché non mi interessa fornire opere di pura fantasia. Il mio lavoro risiede in un luogo ibrido dove le figure e le emozioni sono basate sulla realtà, anche se le cose non sono esattamente come sembrano».

Come nei dipinti surrealisti, la presenza di animali è molto forte anche nelle tue opere. Inutile dire che sognare animali è molto comune, spesso sono associati a emozioni specifiche, per la maggior parte primordiali, come la paura o la forza. Cosa ne pensi?

«L’uso degli animali nella letteratura e nelle fiabe mi ha sempre interessato. Utilizzare questo mio interesse nelle mie opere è stato automatico e naturale. Interpretare le emozioni attraverso altri esseri viventi o creature è importante per me. Usare quegli elementi intensifica ciò che sto cercando di trasmettere con il mio lavoro. Penso che negli animali possiamo vedere una sorta di verità. Vogliamo disperatamente capirli mentre li amiamo e li temiamo contemporaneamente. Dipingerli nelle mie opere significa per me approfondire quel bisogno di comprensione.»

Dave Swensen
Transfixed On The Need To Know, 2024 – Courtesy Dave Swensen, Galleria Ramo | Ph Simon J V David
Dave Swensen
Installation view: I once dreamt of endless rain, Dave Swensen at Galleria Ramo
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Scritto da Giorgia Massari
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