Art David Hockney voleva lasciarci un mondo a colori
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David Hockney voleva lasciarci un mondo a colori

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Anna Frattini

David Hockney se n’è andato ieri, l’11 giugno 2026, nella sua casa, a un mese dai 89 anni. Nato a Bradford il 9 luglio 1937, in una famiglia operaia dello Yorkshire, ha trascorso una vita intera a seguire una sola regola: dipingere ciò che amava. Quella regola gli ha valso una carriera straordinaria, il riconoscimento del pubblico e della critica, e un posto permanente nella storia dell’arte contemporanea.

Portrait of an Artist (Pool with Two Figurines), 1972 ⓒ David Hockney e Chritie’s

Hockney era un genio praticamente in ogni medium: pittura, fotografia, incisione, litografia, vetrate, design teatrale, e negli ultimi anni persino l’iPad, che aveva adottato con l’entusiasmo di un ragazzo che ha trovato un nuovo giocattolo. Il suo stile era inconfondibile: colori saturi, luce californiana, una semplicità apparente che nascondeva una padronanza assoluta della composizione.

David Hockney, The Dancers V, 27 August – 4 September, 2014

Gli anni Sessanta venne lanciato nell’Olimpo dell’arte contemporanea. Le piscine di Los Angeles, i ritratti di amici e amanti, i paesaggi dello Yorkshire tornato ad amare nella maturità: ogni serie era un atto d’amore verso il soggetto. Nel 2018, uno dei suoi dipinti con piscina fu battuto all’asta per quasi 70 milioni di sterline, record assoluto per un artista vivente. Hockney ne fu sorpreso: lui aveva semplicemente dipinto quello che amava.

My Parents © David Hockney 1977 © Tate

Rifiutò il cavalierato nel 1990. Accettò l’Order of Merit, convinto che fosse un dono personale della regina Elisabetta II e che sarebbe stato scortese declinare. Il mondo dell’arte non perde solo l’artista contemporaneo più costoso in vita ma anche qualcuno che ci ha insegnato a guardare il colore attraverso una lente personalissima e rivoluzionaria.

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Scritto da Anna Frattini

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