Davide Ambroggio, un ricordo ancestrale

Davide Ambroggio, un ricordo ancestrale

Tommaso Berra · 5 giorni fa · Photography

Fino a che punto e con quanta intensità si può istaurare un rapporto intimo con la natura? Gli scatti di Davide Ambroggio sono la testimonianza dell’abbandono di un corpo all’ordine della natura. Pelle punta da fili di erba alta e selvaggia, mentre il sole brucia le piante e diventa custode di un equilibrio che si sta ricostruendo.
Gli occhi di Alessandra sono nudi come il suo corpo, guardano il terreno che non ha certezze, se non nell’immagine simbolica di un pontile che conduce verso rovi irti. La serie di scatti di Davide Ambroggio ha un momento centrale in cui lo sguardo si alza a livello dell’orizzonte, e più definitivamente in una tensione spirituale che tende all’altezza del cielo.
Le fotografie di questa serie sono un racconto erotico di adattamento dell’uomo alla natura, prima al sole, alla terra e infine all’acqua, che negli ultimi scatti accoglie e conserva un segreto ancestrale.

Davide Ambroggio | Collater.al
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Davide Ambroggio, un ricordo ancestrale
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Tommaso Berra · 3 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @my_perfect_little_world, @valerycia, @obsessive.ph0t0graphy, @the_rain_coyote, @albachiara.fotografie, @reportageofmylife, @laura.mangelli, @missgherard, @_gary0104, @yehorova.photo.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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Il calore della pelle negli scatti di David Kirscher

Il calore della pelle negli scatti di David Kirscher

Tommaso Berra · 6 giorni fa · Photography

Sono una continua alternanza di zone d’ombra e fasci di luce le fotografie di nudo di David Kirscher. Calore e ombra convivono, creando una relazione tra immagine fotografica e sensazione fisica, legata alla temperatura della luce e alla freschezza dell’acqua. I soggetti ritratti dal fotografo con base a Parigi instaurano con la macchina fotografica un rapporto intimo, lasciandosi andare a pose che mettono in luce le curve del corpo e a gesti delicati di affetto.
Le dita di una ragazza accarezzano a fil di pelle le braccia venose di un uomo, distesi un un letto tra lenzuola stropicciate che racchiudono un momento di tenerezza che non vuole finire.
Corpi nudi a contatto si scaldano a vicenda, senza lasciare a neanche un filo di luce la possibilità di frapporsi tra loro.
Quando non sono corpi a scaldarne altri, ci pensa la natura in tutte le sue consistenze. Il calore e la durezza delle rocce, l’inafferrabilità della sabbia e il potere purificativo dell’acqua, che crea ancora più intimità e connessione con i soggetti ritratti.

David Kirscher | Collater.al
David Kirscher | Collater.al
David Kirscher | Collater.al
David Kirscher | Collater.al
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David Kirscher | Collater.al
David Kirscher | Collater.al
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David Kirscher | Collater.al
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Il calore della pelle negli scatti di David Kirscher
Photography
Il calore della pelle negli scatti di David Kirscher
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Colori e sport nelle foto di Ilanna Barkusky

Colori e sport nelle foto di Ilanna Barkusky

Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

Il mondo non è solo bianco o solo nero, non è neanche di diverse sfumature di grigio. Il mondo è multicolore, basta avere l’occhio giusto per accorgersene. Ilanna Barkusky sembra averlo e sembra avere anche il talento di catturarlo in scatti aerei che uniscono sport ed estetica. 

Ilanna Barkusky è una giovane fotografa nata in Canada, a Vancouver, che oggi vive e lavora a Los Angeles. La passione di Ilanna che è diventata anche il campo in cui si è specializzata come fotografa è lo sport. Fin da piccola si è dedicata a diversi sport, sia praticandoli e poi cominciando a seguirli munita di macchina fotografica. 

L’obiettivo del suo lavoro è quello di catturare un momento irripetibile, un gesto o una posizione del corpo quasi impossibili da vedere a occhio nudo.
Ciò che però caratterizza il suo lavoro, in particolare la serie dal titolo “Colour Series”, è proprio l’attenzione ai colori. 

Prima di scattare, Ilanna Barkusky fa una lunga ricerca su Google Earth di campi e piste dipinti da urban artist che diventano sfondi multicolor ai suoi scatti realizzati con il drone e sempre alla stessa ora del giorno. 

Ilanna Barkusky
Ilanna Barkusky
Ilanna Barkusky
Ilanna Barkusky
Colori e sport nelle foto di Ilanna Barkusky
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Colori e sport nelle foto di Ilanna Barkusky
Colori e sport nelle foto di Ilanna Barkusky
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MIRO: il finestrino sul mondo di Jacopo Di Cera

MIRO: il finestrino sul mondo di Jacopo Di Cera

Chiara Sabella · 1 settimana fa · Art, Photography

Quando pensiamo a un viaggio di solito immaginiamo un condensato di novità e avventura che mette in pausa la nostra routine. MIRO, il nuovo progetto fotomaterico del fotografo Jacopo Di Cera, ci mette davanti a un viaggio diverso. La meta è già prestabilita, il percorso è conosciuto e obbligato, ma la strada non è per questo meno significativa: è il viaggio quotidiano del pendolare.

Per dieci anni, l’avventura di Jacopo Di Cera ha avuto luogo nello stesso posto, sullo stesso Frecciarossa Milano-Roma, con lo sguardo rivolto allo stesso finestrino che l’artista incorpora nell’opera fotografica. Il risultato è una collezione di venti finestrini di treno che catturano lo stupore nella monotonia dei chilometri che si susseguono. Il progetto è visibile fino al 21 novembre presso Paratissima a Torino e dal 17 al 21 novembre nella capitale, per la Roma Arte in Nuvola.


Ogni scatto scandisce una tappa, un momento irripetibile di luce, colori e soggetti che si presentano allo spettatore, il pendolare, da una finestra sul mondo apparentemente anonima, come lo scompartimento di un treno che prendiamo abitualmente.
Negli scatti di Jacopo Di Cera straordinario e quotidiano sembrano facce della stessa medaglia. Con uno stile fotomaterico, l’artista parte dalle proprietà fisiche e narrative del supporto fotografico e si lancia in sfide che diventano opere da “contemplare da vicino, toccare, ascoltare e annusare”. Una ricerca che conferisce corpo all’anima dell’immagine per trasportarci, con umanità e delicatezza, nella storia che racconta.

L’Italia che scorre sui binari ferroviari si mostra in tutta la sua imprevedibile bellezza, lungo una tratta che per abitudine non chiamiamo più viaggio. Davanti a un “fuori” che si evolve con le stagioni intuiamo l’importanza di quelle ore e sentiamo il viaggio per come lo intende il fotografo: un’esperienza intima dove crescere e riscoprire noi stessi, grazie al mondo che ci circonda.

Nel suo percorso artistico il fotografo ci fa conoscere le mille sfumature che questa parola assume, dal viaggio mitologico a quello turistico, fino al viaggio del migrante. Questa volta, parte dalla routine di una “monotona” vita lavorativa per riflettere sui luoghi che frequentiamo ogni giorno senza abitare veramente. Una stazione, un biglietto, un treno preso migliaia di volte perdono il fascino della prima volta, non sono in grado di emozionare uno sguardo distratto.

“Ma non è così, l’esperienza è lì, che ti aspetta, fuori dal finestrino, lontano da qualsiasi schermo digitale, pronta ad essere vissuta”. Mettendoci davanti allo stesso finestrino, Jacopo Di Cera si appella alla curiosità e allo stupore che sono dentro di noi e ci chiede uno sguardo attivo, per oltrepassare la banalità del quotidiano e riscoprirne la bellezza, “uscire fuori da sé stessi per ritrovarsi in maniera diversa”. 

MIRO: il finestrino sul mondo di Jacopo Di Cera
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MIRO: il finestrino sul mondo di Jacopo Di Cera
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