Deoron – piattaforma curatoriale indipendente fondata nel 2021 – torna alla Milano Design Week e sfogliando la lista degli studi e dei designer che verrano esposti e non potremmo essere più felici. Perché? Perché sembra farsi strada un nuovo trend nel mondo del product design che ci piace tantissimo e che sarà il protagonista di molti dei progetti selezionati da Deoron: il metallo.
Dal 20 al 26 aprile 2026, lo spazio di Via Padova 11 si trasformerà in un organismo pulsante dove acciaio, luce e suono dialogheranno, costruendo un ambiente che parla di materia, ma anche di introspezione. Non potevamo non segnalare i progetti che non vediamo l’ora di vedere di persona e che fanno parte della nostra lista dei desideri.
Boyo Studio
Il brand italiano Boyo Studio porta in mostra Contour Collection, una serie di alzate e vassoi in acciaio inox 18/10 che trasformano la tavola in una scultura liquida. Due finiture, Luminous Satin e Silk Mirror, raccontano due anime del metallo: una soffusa, materica, quasi epidermica; l’altra lucidissima, tagliente, capace di rispecchiare e deformare lo spazio circostante.


Electric Architects
Con la serie Vice Consumption, Electric Architects porta il metallo al punto di provocazione estrema. Candelabri, etagère e dispositivi da fumo diventano vere e proprie architetture della consapevolezza, sculture riflettenti che costringono l’utente a confrontarsi con il proprio gesto.
Particolarmente interessante è il Vice Masquerade, il fumo diventa rito e maschera: un oggetto che unisce l’estetica di un’arma a quella di un ex voto, dove il riflesso sostituisce il volto. È design che svela attraverso il disegno stesso del nascondersi.

Gast Studio
Con i suoi vasi, Gast Studio introduce una frattura interessante. Il metallo scompare, ma lascia il suo linguaggio. Le forme sembrano generate digitalmente, quasi instabili, e poi riportate alla materia attraverso la ceramica. È un cortocircuito continuo tra CGI e artigianato, tra simulazione e gesto. Il risultato non è mai completamente controllato, ed è proprio lì che si inserisce l’errore, inteso come possibilità.


IRL
Accanto, IRIL lavora su una ricerca più silenziosa, ma altrettanto coerente: una presenza che non impone, ma si stratifica nello spazio, contribuendo a quell’atmosfera sospesa che Deoron costruisce pezzo dopo pezzo.

Jannis Schäfer
Lo studio di Jannis Schäfer, segue un principio semplice: “material leads, idea follows”. Il suo Silver Platter nasce da un pannello di acciaio recuperato da una cucina smantellata; pulito, lucidato e martellato a mano in un’unica sessione. Il risultato è una superficie viva, segnata dal gesto, che racconta la memoria del materiale. Un manifesto di sostenibilità emotiva, prima ancora che ambientale.


LAÔMA ATELIER
Le sorelle Laura e Martine Feiereisen di LAÔMA ATELIER ampliano la loro ricerca tra corpo e spazio con la Pierced Cosmic Flower Chair: una sedia in acciaio traforato che sembra un gioiello ingigantito, un monile cosmico adatto non al corpo, ma all’ambiente.
Forma e ornamento coincidono, la funzione diventa scultura. È un gesto di libertà formale, che trasporta la sensualità della materia metallica in un nuovo territorio: quello dell’intimità con lo spazio.


LHOTO
LHOTO porta il metallo al suo stato più essenziale. Un tavolino costruito interamente da lastre di alluminio, senza viti, senza colla, senza elementi nascosti. Solo taglio e incastro. La struttura è visibile, leggibile, inevitabile. È un design che non aggiunge, ma sottrae.

Louis Wuhrmann
Su una linea simile, ma più rigorosa, si inserisce Louis Wuhrmann. Il suo approccio è quasi didattico: ogni scelta è esplicita, ogni elemento ha una funzione precisa. Il metallo diventa un modo per rendere visibile il pensiero progettuale. In questo caso non ci sono ambiguità, è pura struttura.


Objects Ark
Con OBJECTS ARK, il metallo entra in dialogo con il tempo. Oggetti che sembrano appartenere a un’altra epoca, ma che funzionano perfettamente nel presente. Forme essenziali, quasi rituali, che trasformano l’uso quotidiano in un gesto più consapevole.

RE.PETE Design
RE.PETE Design lavora su una direzione affine, ma più materica. Le serie Melt, tra candela e lampada a olio, riportano il design a una dimensione primaria. Il bronzo e l’alluminio diventano contenitori di luce, strumenti per costruire un’esperienza più lenta. Non è solo illuminazione. È tempo che scorre.

Salak
Con ZEN Shelf, lo studio Salak propone una colonna di acciaio che ruota e si trasforma: da libreria a panca, da contenitore a elemento scultoreo. Le proporzioni sono calibrate per custodire vinili, ma la sua identità rimane ambigua, sospesa tra design e architettura.


Slash Objects
Dalla scena newyorkese arriva Arielle Assouline-Lichten con Slash Objects, che unisce l’architettura alla sensualità dei materiali. Il suo X Deck, una console da DJ scolpita in metallo lucido, è un altare contemporaneo dedicato alla musica. La materia brilla e respira, rivelando le cicatrici della lavorazione, come se ogni lucentezza nascondesse una storia.

Stack
Stack lavora sulla relazione tra oggetto e spazio. Non esistono funzioni rigide, ma configurazioni possibili. Gli elementi si comportano come sistemi, capaci di adattarsi e trasformarsi. Il metallo diventa infrastruttura, più che forma. È un design che non si conclude, ma resta aperto.


Hsiang Han Hsu x TENDERFLAME
Con Hsiang Han Hsu, il progetto si sposta su un piano ancora più radicale: quello dell’elemento instabile. Le collaborazioni con sistemi di combustione trasformano il fuoco in materiale progettuale. Non è decorazione, ma parte integrante dell’oggetto. La forma non lo controlla completamente — lo accompagna. Il metallo, in questo caso, è il limite. Il confine tra ciò che può essere progettato e ciò che resta imprevedibile.

Vincent Laine
Con Vincent Laine, tutto torna a un gesto minimo. Un foglio di acciaio inox, piegato progressivamente fino a diventare una seduta. La Incremental Collection è esattamente questo: una trasformazione continua, senza interruzioni. Non c’è costruzione, solo evoluzione. Il metallo mantiene la memoria di ogni piega, di ogni passaggio. È solido, ma non rigido. Strutturato, ma ancora in movimento.



Yeonsu Na
Infine, la coreana Yeonsu Na porta ironia e leggerezza nel mondo glaciale del metallo. La sua serie Emerging Absurdity trasforma piccoli disagi quotidiani in oggetti surreali e affettuosi. Impossibile non essere catturati dal concept e dallo sviluppo del mini ombrello per sigarette. Dietro l’assurdità, però, si nasconde una riflessione tenera sulla pressione dell’efficienza e sul diritto all’ironia nelle nostre vite perfettamente lucidate.

Tra molti altri progetti e designer internazionali, Deoron riuscirà ad alimentare la nostra passione per il metallo, che è sempre meno superficie e sempre di più linguaggio. Brilla, riflette, si deforma e ci obbliga a guardarci dentro e imparare a guardare il mondo attraverso i suoi riflessi.
Deoron sarà aperto dal 20 al 26 aprile in via Padova 11 e rientra nel palinsesto di eventi del Porta Venezia Design District.
