Art Il momento in cui perdi l’innocenza
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Il momento in cui perdi l’innocenza

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Giorgia Massari

Con un linguaggio drammatico e crudo, l’artista slovacca Dominika Kováčiková (1996) crea una narrazione che parla di confusione, di smarrimento, di sopravvivenza e di adattamento. Le protagoniste delle sue tele sono giovani donne che affrontano il complesso passaggio dall’adolescenza verso la vita adulta. Il punto di vista femminile è qui sofferente e confuso, causa di una società che fatica ad accogliere i cambiamenti socio-culturali che la nuova generazione pretende. Negli scenari creati da Dominika sono evidenti le insicurezze con le quali una giovane donna è costretta a interfacciarsi per ottenere riconoscimento dal “mondo degli uomini”. Le eroine di Dominika sono confuse di fronte alle aspettative del mondo maschile. In alcuni dipinti la lotta per l’affermazione è determinata e spietata, si leggono frasi come “non posso permettermi di essere gentile” e gli stereotipi femminili sono trattati con ironia. In altre tele invece Dominika sottolinea il risvolto più straziante. L’audacia e la forza non sono bastate, l’eroina è ora ritratta come una vittima. Un esempio è la tela che mostra il corpo morto e semi nudo di una donna, coperto di lividi e tumefatto a sottolineare il risvolto più drammatico che questo scenario può comportare.

Dominika Kováčiková propone degli scenari che oscillano tra l’ironico e il tragico, svelando gli aspetti più controversi di questa particolare fase di vita della donna. L’artista parla di adattamento in quanto passaggio obbligato volto alla sopravvivenza. Lo fa attraverso la rappresentazione di un coltello, che esplicita il tentativo della protagonista di trasformarsi in un’entità aggressiva per fronteggiare l’opposizione costante alla quale è sottoposta. Anche il corpo e il suo dolore tangibile – come le caviglie intrise di sangue – fungono da portavoce di una sofferenza psicologica spesso astratta e nascosta, quasi pretesa e resa necessaria da un contesto sociale corrotto. Tutto l’immaginario di Dominika suggerisce però una certa incoerenza che riflette una grande realtà. I colori pastello, vivaci e spensierati, sottolineano l’incuranza e la leggerezza con la quale questi problemi sono percepiti dall’esterno. Un momento poco dibattuto che non viene accolto con la delicatezza che meriterebbe, ma non solo, che necessiterebbe. Il taglio fotografico, tipico dei social network, evidenzia ancor di più come questa dimensione sia quasi glorificata da un mondo digitale che tenta di comunicare un disagio senza ottenere considerazione e comprensione.

Courtesy Dominika Kováčiková

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Scritto da Giorgia Massari
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