La prima cosa che penso quando vedo queste fotografie è che odio Elena Kalis perché vive alle Bahamas.

Eh già, quellacqua così assurdamente perfetta è il mare, con la differenza che la Kalis non ci tritura la uallera con le foto dei pesci colorati (belle eh, però che palle), ma prende una delle fiabe più famose e affascinanti del mondo e le fa fare un tuffo.
Alice in Wonderland sprofonda ancora di più alla ricerca del suo bianconiglio e si ritrova in Waterland, un mondo azzurro dove pur non respirando si possono vivere storie fantastiche di cappellai, stregatti, brucaliffi e regine di cuori. Lacqua diventa lo specchio in cui ogni cosa non solo si riflette, ma entra deformando la sua essenza, come in Wonderland ogni cosa è ciò che è e insieme ciò che sembra.
Cè unaltra cosa che mi fa odiare Elena Kalis ed è che quella delle foto è sua figlia, 10 anni, bellissima; gli altri protagonisti sono i suoi amici. Me li immagino sorridenti ed abbronzati mentre si travestono o gonfiano quellenorme torta di compleanno e mi ricordano che Alice gioca: gioca con le sue percezioni, gioca coi suoi sogni, con la fantasia, col suo essere bambina, gioca nel suo mondo giocattolo dove i fiori parlano, dove il tempo è solo un orologio nel panciotto di un coniglio sempre in ritardo, dove è sempre il tuo compleanno e dove sottacqua si respira.
E se poi Alice torna al suo mondo inglese, anzi inglesissimo, fatto di tè esattamente alle 5 p.m. e di corsetti molto molto stretti, la figlia di Elena Kalis si asciuga i capelli e torna alla sua vita alle Bahamas sta stronza.




















