Non poteva che essere a Milano, in Triennale, la retrospettiva sulla vita e la carriera di Elio Fiorucci. Inaugura oggi, 6 novembre, una mostra in gradi di «contenere moltitudini» come dice Judith Clark, la curatrice. Proprio come Fiorucci: imprenditore, cool hunter e designer con un posto speciale nel mondo della moda italiana. Una volta entrati nel percorso espositivo, a guidarci, è stata proprio la sua voce ricavata da registrazioni finora inedite che si intersecano alle storie di altrettanti protagonisti di questa storia. L’esposizione punta a raccontare la complessità di una figura che ha rivoluzionato il costume e la cultura pop italiana e internazionale, proponendosi come un curioso viaggio tra moda, arte, e design.

Un Viaggio Cronologico nella Vita di Fiorucci
Il percorso espositivo si snoda in ordine cronologico, ripercorrendo l’evoluzione artistica e personale dello stilista. Dai primi anni ’60, quando fondò il brand che avrebbe cambiato il volto della moda italiana, fino a tempi più recenti. Ogni sezione della mostra include una selezione di materiali provenienti dal suo archivio personale.

Tra questi, ci sono non solo capi iconici e accessori, ma anche polaroid, video, plastici di architettura e fotografie che catturano l’inconfondibile estetica di Fiorucci e i suoi esperimenti nel marketing visivo. Ogni elemento, dalla scala delle immagini alle installazioni immersive, evidenzia l’approccio teatrale e multidimensionale del designer, ponendo il visitatore al centro di un’esperienza che sfida i confini tra arte e moda.


Uno degli aspetti più toccanti dell’esposizione è la presenza della voce stessa di Elio Fiorucci, recuperata da registrazioni inedite che ne raccontano momenti personali e professionali. Questo filo narrativo è arricchito dalle testimonianze di altri protagonisti della sua storia, creando una trama sonora che dialoga con l’esposizione e ne rafforza la natura immersiva. La scelta di utilizzare la voce del designer permette al pubblico di immergersi nel suo universo creativo e di comprendere meglio la sua filosofia, caratterizzata da un linguaggio ironico e provocatorio.

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