Nato a Boulogne-Billancourt (Île-de-France) il 25 marzo del 1938, Daniel Buren è un pittore e artista concettuale autore nel 1986 de Les Deux Plateaux, una delle installazioni più controverse della storia francese: 260 colonne ottagonali a strisce bianche e nere che partendo dal sottosuolo del Palais-Royal inneggiano alla “Francia che verrà”.
Unopera che segna il punto di partenza di un lunghissimo dibattito sull’integrazione tra arte classica e moderna ancora oggi non del tutto esauritosi.

Il 5°, dopo Anselm Kiefer, Richard Serra, Christian Boltanski e Anish Kapoor, chiamato a progettare un lavoro su misura per il Monumenta, levento artistico mondiale organizzato dal Ministero della Cultura e della Comunicazione francese che ogni anno si tiene allinterno del Grand Palais di Parigi, ledificio nato per ospitare lEsposizione Universale del 1900.
Un artista che abbraccia la scuola di pensiero secondo la quale un lavoro non può essere considerato indipendente dal luogo per cui è stato progettato, così come la sua “Excentrique(s)”: una foresta colorata composta da 377 cerchi di ferro ricoperti di plastica blu, gialla, arancio/rossa e verde, larghi dai 2 ai 6 metri e alti dai 2.50 metri fino ai 3, al cui centro si apre uno spazio circolare di circa 900 m² in cui vi sono posizionati 7 grandi specchi che i visitatori possono calpestare, sedersi e sdraiare.
Unesperienza sensoriale che ha nel suono laltra sua grande componente.
Infatti, se a livello visivo tutto dipende dallumore di Parigi, la cui luce produce ogni giorno tonalità differenti, al livello sonoro ciò che dà la sensazione di trovarsi in una moderna foresta multicolore è data dal connubio tra le voci naturali dei visitatori e quella dei 37 speaker di diverse nazionalità che per ben 2 ore scandiscono in ordine alfabetico i nomi dei 4 colori adottati come copertura dei cerchi.
Uninstallazione mastodontica aperta al pubblico solo dal 10 Maggio al 21 giugno 2012, giorno alla fine del quale lopera ha cessato di vivere per continuare a esistere esclusivamente nella memoria e le foto dei suoi visitatori.
Un viaggio eccentrico tra le voci colorate di una foresta di luce.







artnet.fr
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=bLff2y_G8d4&feature=related[/youtube]
Interview
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Joq16z-MEBM&feature=related[/youtube]
