La street art ha occupato ogni superficie urbana immaginabile. E fino a qualche tempo fa, il cielo era l’unica eccezione. Ma Judith de Leeuw ha cambiato le cose. Qualche settimana fa, l’artista olandese ha infatti realizzato quella che possiamo considerare la prima opera di street art al mondo eseguita in caduta libera, Lost Dreamers, durante un lancio con il paracadute sopra la Spagna. Un gesto estremo, ma non fine a se stesso. Vediamo perché.
Al centro del progetto c’è Jessy, una ragazza che Judith de Leeuw ha conosciuto all’interno di un istituto minorile chiuso. Un incontro che è diventato un anno di lavoro condiviso, di crescita silenziosa e poi sempre più visibile. Una ragazza che aveva il sogno di fare l’artista — e che oggi, con quest’opera, lo è diventata.

I ragazzi che vivono in queste strutture, racconta de Leeuw, riferiscono spesso di sentirsi invisibili. Circondati da voci, eppure mai davvero ascoltati. Lost Dreamers nasce da questa contraddizione e prova a rovesciarla: portare la loro storia letteralmente in alto, renderla impossibile da ignorare. Il progetto è sostenuto da Het vergeten kind, Postcode Loterij, Skydive Spain e Straat Museum. Un documentario è in produzione.
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