Nella sua biografia essenziale, riportata sul proprio sito internet, il fotografo Federico Masini prova a riassumersi così: “Fan della filosofia nietzscheana, Edgar Allan Poe, Kurt Vonnegut, TS Eliot, William Blake, Black Metal, Lars Von Trier, film di merda, Great Old Ones, lacrime, grandi esplosioni, pinguini e giga robot“.
In questo turbine di riferimenti culturali e sensazioni nascono gli scatti del fotografo che ha base a Torino, capace di abbinare close-up di corpi umani e vedute di paesaggio splendide grazie alla sua passione per il viaggio. Si definisce “solo un po’ hippie davvero” ma questa componente è indispensabile per leggere la varietà di soggetti e tagli presenti nelle sue fotografie. Non è un racconto monocromo quello di Federico Masini ma un ventaglio ampio di situazioni di vita, verosimili o come prese dal teatro del quotidiano.
Denti serrati, bottiglie rotte contro gli scogli, un corpo nudo abbandonato dentro un lago come fosse l’Ophelia di Millais, queste sono alcune delle visioni di Masini, di cui è possibile seguire il lavoro anche sul suo account Instagram.







