Photography Jinland – Where Women Keep the Heart Alive: la rivoluzione raccontata da Matteo Trevisan
Photographydocumentary photographyphotography

Jinland – Where Women Keep the Heart Alive: la rivoluzione raccontata da Matteo Trevisan

-
Arianna Maria Leva

In Rojava, nel nord-est della Siria, la rivoluzione non si misura soltanto attraverso i cambiamenti politici, ma anche attraverso il modo in cui una comunità sceglie di organizzare la propria vita. Da oltre dieci anni, in questa regione si sperimenta un modello di autogoverno che mette al centro democrazia diretta, ecologia e liberazione delle donne. È da questa realtà che nasce Jinland – Where Women Keep the Heart Alive, il progetto fotografico di Matteo Trevisan, che documenta una trasformazione sociale in cui la partecipazione femminile non è una conquista simbolica, ma una presenza concreta nelle istituzioni, nelle cooperative agricole, nei centri sanitari e nelle unità di autodifesa.

Qui il principio Jin, Jiyan, Azadî – Donna, Vita, Libertà – diventa una pratica quotidiana.

Il percorso del fotografo Matteo Trevisan verso il Rojava parte da lontano, dai racconti dei nonni partigiani e da una domanda sul significato di rivoluzione e impegno collettivo. Dopo aver seguito movimenti di resistenza in Italia, tra cui il No TAV, il fotografo ha raggiunto il Medio Oriente inizialmente per approfondire il rapporto tra rivoluzione ed ecologia. Si è presto reso conto, però, che in Rojava la tutela dell’ambiente non può essere separata dalla liberazione delle donne: entrambe fanno parte della stessa visione politica e sociale. Il progetto è stato realizzato durante due soggiorni, nell’autunno 2025 e nella primavera 2026, vivendo come ospite delle comunità e costruendo il racconto attraverso l’ascolto e il confronto con le persone fotografate.

Le immagini attraversano dimensioni molto diverse di questa esperienza: ci portano a Jinwar, il villaggio fondato e abitato esclusivamente da donne e dai loro figli, tra orti condivisi, scuole e spazi di cura; incontrano le donne impegnate nei programmi di riforestazione e nelle attività di medicina naturale; arrivano fino alle unità femminili di autodifesa, ai funerali dei combattenti e alle famiglie segnate dalla guerra.

“I arrived here a year ago. I had many problems in my life. I lived with my hu- sband in Heseke. The comrades suggested I come here, and I decided to. The relationships among women are beautiful; I love everything here. I hope to be reborn here, with a clear mind, and to live in peace — here it’s possible.”
Amal in Jinwar, an eco-feminist village founded during the Syrian war as a refuge for women. The village, powered in part by solar energy, was built collectively and inaugurated in 2018. Jinwar, Autonomous Administration of North and East Syria (Rojava), Syria — September 2025

In questo scenario, la questione femminile resta uno dei nodi centrali. Per le donne del Rojava, la rivoluzione non ha significato soltanto conquistare una maggiore rappresentanza politica, ma mettere in discussione strutture patriarcali radicate nella società, costruendo forme concrete di autonomia attraverso l’istruzione, il lavoro, la cura e l’autodifesa. Una conquista che oggi appare particolarmente fragile, mentre il futuro dell’esperimento politico curdo è ancora incerto e i diritti ottenuti rischiano di essere rimessi in discussione.

Non c’è un’unica immagine della rivoluzione, né una narrazione priva di contraddizioni. Accanto alla costruzione di nuove forme di autonomia emergono la scarsità d’acqua, gli effetti dell’embargo, le conseguenze del conflitto e le incertezze delle nuove generazioni, chiamate a decidere se restare o lasciare la propria terra.

Oggi, dopo il conflitto dei primi mesi del 2026, il futuro di questa esperienza è particolarmente incerto. Il processo di integrazione con il nuovo governo di Damasco mette in discussione alcuni dei suoi principi fondamentali, a partire dalle libertà conquistate dalle donne, dalla continuità delle unità di autodifesa femminili YPJ e dal sistema di co-leadership tra uomini e donne. Jinland – Where Women Keep the Heart Alive non cerca di offrire risposte definitive, ma tiene aperta una domanda: cosa resterà di questa rivoluzione e quale spazio riuscirà a conservare nella Siria che verrà? Attraverso le storie individuali e la vita quotidiana delle comunità, Matteo Trevisan restituisce il ritratto di una società che, anche nel momento di maggiore fragilità, continua a immaginare il proprio futuro.

Photographydocumentary photographyphotography
Scritto da Arianna Maria Leva

Editor's Picks

x
Ascolta su