Fuggendo da una definizione univoca, Niki de Saint Phalle (1930-2002) amava considerarsi “donna e artista”, non scultrice, non pittrice, non scrittrice, né tanto meno performer o modella. Tutto ciò che effettivamente fu. Nonostante non abbia mai aderito al movimento femminista, quello che l’artista franco-americana ha sempre espresso – su tutto con le sue Nanas -, è l’idea di un femminile potente. Morbide, coloratissime e gigantesche, sono in particolare le sue sculture a risuonare ancora nel nostro immaginario. Niki de Saint Phalle è una di quelle artiste che accoglie letteralmente lo spettatore nel suo mondo, lo fa con la sua opera più straordinaria, il Giardino dei Tarocchi a Capalbio, in Italia.

Un’opera a cielo aperto che è costato a Niki e al team di artisti e artigiani che ha radunato intorno a sé ben diciassette anni di lavoro, durante i quali ha soggiornato all’interno della scultura l’Imperatrice-Sfinge. Autofinanziata grazie alle sue pubblicazioni, Niki de Saint Phalle incanala in quest’impresa tutto il suo dolore – derivato soprattutto dagli abusi subiti in tenera età dal padre -, con un risultato che è tutto fuorché cupo. Il concetto di materno, di nascita-rinascita, di femminilità e di amore per la vita vengono sviscerati e chiaramente rappresentati attraverso opere coloratissime, fatte di mosaici, vetri, motivi caleidoscopici, forme morbide e sensuali che hanno saputo sfidare gli stereotipi di genere. Le sue creazioni, spesso pubbliche, animano giardini, piazze e fontane sparse per tutto il mondo. Scopriamone alcune per ripercorre il suo pensiero.
Il Giardino dei Tarocchi – Capalbio, Italia


Fontana Stravinsky – Parigi, Francia


Le Paradis Fantastique fuori dal Moderna Museet – Stoccolma, Svezia

The Grotto, Grosser Garten – Herrenhausen, Germania


New York Avenue Sculpture Project – Washington DC, USA

Intanto che aspettiamo la mostra del MUDEC, scoprite tutte le opere in giro per il mondo di Niki de Saint Phalle qui.
