Cosa succede quando due simboli di Milano, uno storico amaro e un brand urbanwear nato da quattro amici, si incontrano? Succede che Fernet-Branca e Dolly Noire rilasciano una capsule collection che ha il sapore del passato, il linguaggio del presente e l’ambizione di durare nel tempo. Un’operazione di branding che non si limita al prodotto, ma si fa storytelling visivo e identitario, anche con l’aiuto di Sick Luke. Svelata alla stampa con un evento esclusivo durante la Milano Design Week, la collezione unisce lo spirito intramontabile di Fernet-Branca all’estetica sportiva e contemporanea di Dolly Noire. A fare da colonna sonora il DJ set del produttore, volto della campagna e producer che ha riscritto le regole della trap italiana.


Classe 1994, Luke è un narratore sonoro capace di definire un’epoca. Dalla Dark Polo Gang al suo album d’esordio X2 – doppio platino e uno dei dischi più venduti del 2022 – il suo stile ha contaminato il pop e l’urban, spingendo avanti l’estetica musicale italiana. Proprio come questa capsule, la sua carriera è un continuo remix tra background e visione, fra Centocelle e Los Angeles, fra moda, musica e cultura visiva.

La collezione Primavera-Estate, in edizione limitata, racconta visivamente l’anima dei due marchi. I colori – nero, arancione, azzurro e giallo – si fondono in una palette potente e riconoscibile. I capi mescolano l’eleganza rilassata dei bartender con la funzionalità dello streetwear: hockey jacket, t-shirt, camicie a maniche corte, shorts e persino un completo da biker in eco-pelle, manifesto di libertà e spirito ribelle.

Tra i dettagli che fanno la differenza: date simboliche (1845 per Fernet-Branca, 1989 per Dolly Noire), la scritta “Milano” cucita come un sigillo d’origine e i claim cult “27 erbe tutte legali” e “Attenzione alle imitazioni”. Ma la vera mascotte della collaborazione è lui, il coccodrillo. Simbolo storico dell’amaro, oggi torna in versione remixata da Dolly Noire: indossa una tee, un cappellino street e stringe fiero una bottiglia di Fernet. Un’icona pubblicitaria anni ’20 che si trasforma in personaggio da collezione, a metà tra ironia e orgoglio.

Il risultato è una collezione che non solo si indossa, ma si racconta. Che trasporta il vissuto di una città e lo traduce in estetica. Un modo, per Fernet-Branca, di riaffermare il proprio legame con la creatività (basti pensare al restauro della Torre Branca o alla Collezione Branca), e per Dolly Noire, di esplorare nuove narrative restando fedele al proprio DNA.

Disponibile dal 10 aprile su dollynoire.com, in store e nello spazio Annex di Rinascente Milano (allestito per due settimane), la capsule è molto più di una collaborazione: è una dichiarazione d’identità firmata Milano.
