Photography Il diario fotografico di Francesco Quarato tra le strade silenziose del Messico
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Il diario fotografico di Francesco Quarato tra le strade silenziose del Messico

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Ma’ati Na’ti Katan – che nella lingua antica dei Maya significa “non capisco” – è la frase che, secondo la leggenda, diede origine a uno dei toponimi più iconici del Centro America: Yucatán. Un fraintendimento, una parola errata, diventata simbolo di un intero territorio. Ed è proprio da questo equivoco che nasce anche il progetto fotografico di Francesco Quarato, un viaggio visivo che attraversa la complessità e la poesia del sud-est messicano.

francesco quarato

Nel 2024, Francesco insieme alla compagna Laura ha percorso tremila chilometri a bordo di una piccola Nissan March, attraversando le regioni di Yucatán, Quintana Roo e Campeche. Un viaggio lento, fatto di soste in villaggi nascosti, strade deserte, piogge torrenziali e incontri fortuiti. Ma’ati Na’ti Katan è il diario visivo di quell’esperienza: un mosaico di impressioni frammentarie che restituisce con delicatezza lo spirito del luogo.

Le fotografie di Francesco Quarato non cercano l’esotico né lo spettacolare. Al contrario, si soffermano sui dettagli minimi: l’altare domestico, il riflesso della luce su una parete scrostata, il silenzio di un pomeriggio afoso. Ogni scatto è un tentativo di raccontare un Messico intimo, dove il sacro si mescola al banale, e la modernità convive con una spiritualità antica e discreta.

francesco quarato

Ne emerge un’estetica fatta di polvere, riverberi e gesti semplici. Camion sgangherati, biciclette cariche di oggetti, automobili che sembrano portare addosso il peso di storie familiari: tutto diventa simbolo di identità, resistenza e orgoglio. In questo equilibrio fragile tra presente e passato, Quarato cattura l’essenza di un paese che non si lascia comprendere subito.

francesco quarato
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Scritto da Collater.al Contributors

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