Photography L’indagine su S*tan* di Giulia Madiai
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L’indagine su S*tan* di Giulia Madiai

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Giulia Madiai, fotografa classe ’89, ha pensato a un progetto fotografico dove si è chiesta quanto il sistema di indagini, complotti e teorie non comprovate si trasformi in una vera e propria pista. Difatti, l’archetipo del Diavolo – da sempre – viene usato come strumenti per spiegare avvenimenti che nulla hanno a che fare con i fatti. Quello che viene sfruttato non è altro che la paura ancestrale e atavica dell’uomo nei confronti dell’ignoto. Nel testo curatoriale Madiai scrive: «È una pandemia quella dei satanisti! si urla, e lentamente il regno del presagio acquista il peso delle condanne, condanne così crudeli che viene da chiederci: e se fosse tutto vero? Come una macchia di Rorschach, in Road to Black, ci si muove fra la realtà dei fatti e la fiction, arrivando a ricreare un caso ideale e raccontando del legame profondo che unisce l’uomo al Male».

Attraverso articoli e immagini d’archivio, Giulia Madiai narra di Satana usato come capro espiatorio, illuminando un aspetto fotograficamente ancora poco indagato.

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