Style Secondo saelf per essere se stessi bastano linee semplici
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Secondo saelf per essere se stessi bastano linee semplici

Abbiamo intervistato Giulia Spitalieri, Co-Founder e Creative Director di saelf, un brand nato solo l'anno scorso che mette al primo posto sostenibilità e linee semplici
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Anna Frattini

saelf è un brand giovanissimo (nato nel 2023) che si sta ritagliando uno spazio nel mondo della moda sostenibile con linee semplici ed eleganti. Di questi tempi, questa risulta un’impresa ardua ma non impossibile come ha dimostrato anche la storia di Catheclisma. I valori del brand si concentrano quindi su sostenibilità, eticità – in termini sociali e ambientali – e una filiera produttiva a km zero, made in Italy dove tutti i capi sono made-on-order. Abbiamo incontrato Giulia Spitalieri – co-founder e direttrice creativa di saelf – durante il Pitti da Björk, un concept store nel centro di Firenze, solo qualche mese fa. Fra pezzi di design, riviste di settore e brand di nicchia siamo subito entrati in confidenza con la semplicità e le linee eleganti di Saelf. In questa intervista con Giulia Spitalieri abbiamo parlato della genesi di saelf, dei capi che sono anche per uomo e genderless, del capsule wardrobe ideale per l’inverno e per l’estate, del futuro del marchio e di molto altro.

Come hai deciso di intraprendere questo percorso costruendo il tuo brand?

Oggi costruire un brand è una sfida estremamente complessa, che richiede un impegno costante e un notevole sforzo mentale, specialmente alla mia età e come giovane donna in Italia. La decisione iniziale è stata istantanea: ho compreso che, attraverso il mio brand, potevo esprimere non solo la mia creatività, ma anche la cultura legata all’atto del vestirsi, un gesto quotidiano che tutti compiamo, più o meno consapevolmente. Il mio brand mira a promuovere questa consapevolezza. Successivamente, l’ho deciso quotidianamente. Approfondendo temi come la sostenibilità e i processi produttivi, sia lavorando presso un brand di lusso a Milano, sia dialogando con diverse realtà che si occupano di modellistica e produzione. Così facendo ho sviluppato una crescente determinazione a sfidare il cambiamento. Collaborando con artigiani ho appreso rapidamente l’importanza, anzi l’urgenza, dell’educazione alla sostenibilità nella moda e all’etica nel lavoro. In sintesi, direi che ho scelto questo percorso perché mi emoziona vestire le persone: mi gratifica vedere una nicchia di loro identificarsi nelle nostre creazioni e amo lavorare a stretto contatto con gli artigiani.

Quali sono le forme che prediligi nelle silhouette da donna e quali in quelle da uomo?

Le collezioni uomo di saelf sono progettate per essere indossate anche dalle donne. Attualmente questa formula si applica principalmente alle collezioni invernali o four season, in quanto comprendono soprattutto abiti e capispalla, i pezzi più rappresentativi del brand. Per le donne prediligiamo silhouette contemporanee, strutturali, femminili ma decise. Non ci consideriamo un brand romantico. Per le collezioni no gender, invece, le silhouette sono morbide, oversized, con un approccio sartoriale sia nell’estetica che nella costruzione. L’idea è di creare capi no gender che siano anche globali, quindi estremamente versatili. Questo stesso approccio è stato utilizzato nella capsule esclusiva che abbiamo creato insieme a Bjork, mettendo a disposizione la nostra creatività per le esigenze dei clienti.

Quali sono i capi che sceglieresti per comporre la capsule wardrobe ideale invernale e quali per quello estivo?

Per l’inverno, senza dubbio: un cappotto in lana 100% sartoriale, molto strutturato e rigorosamente oversized, wide pants a vita bassa, fluido e regolabile in vita, e un dolcevita sagomato. Aggiungerei anche alcuni capi in maglieria, ma non abbiamo ancora trovato il partner giusto per intraprendere questa sfida. Per l’estate, la parola d’ordine è lino. Stiamo cercando un lino che non si stropicci troppo, anche se i veri appassionati di questa fibra ne comprendono i limiti. Mi piace giocare con le trasparenze, le impunture e i pantaloni relaxed fit.

Quali sono state le ispirazioni principali per costruire l’identità di saelf?

Per rispondere è necessario partire proprio dalla parola saelf. Volevamo un nome che scritto non significasse nulla, ma la cui pronuncia fosse intrisa di significato. Questo significato racchiude le nostre ispirazioni: identità, femminilità, desiderio di distinguersi ed emergere, e «soddisfare l’ossessione di sentirsi speciali pur restando normali». Molte ispirazioni provengono dal mondo artistico, a cui siamo strettamente connessi. Stiamo lavorando per sviluppare un modello che ci consenta di condividere queste ispirazioni, perché per noi è importante non solo vestire le persone, ma anche incoraggiarle, supportarle e renderle alleate del loro stesso riflesso. L’arte a cui ci ispiriamo ha sempre veicolato questi messaggi. Prendiamo spunto anche da brand di moda che stimiamo, soprattutto per quanto riguarda il prodotto sotto ogni punto di vista: confezione, vestibilità, sviluppo.

Cosa vedi nel futuro di saelf?

Nel futuro di saelf vedo tanto amore e tante connessioni. Uno dei progetti a lungo termine è quello di creare esperienze che coinvolgano settori molto diversi, come il cibo, il buon vino e l’arte in ogni sua sfumatura. Vedo molte sfide e una crescita relativamente lenta, ma ricca di valore, con abiti ben fatti. Inoltre, sono certa che le nostre collezioni potrebbero essere molto apprezzate anche in altri paesi europei ed extraeuropei. Per questo motivo, immagino un futuro di espansione verso i mercati esteri. Entrare in dialogo con concept store che comprendano il nostro ruolo e insieme a noi creino delle collezioni ad hoc per i loro clienti. Spesso immagino il momento in cui qualcuno dirà: «saelf? Ah sì, lo conosco! L’ho comprato anch’io». Questo significherà che stiamo lavorando bene.

Capsule Collection: saelf x Bjork
Photo Director: Luigi Cianfarano
Art Direction & Styling: Francesco Baldassari
Models: Paula Charlotte & Sasha Gorbunov / Next Management
Creatives: Giulia Spitaleri & Alessandra Caponegro

Styleinterview
Scritto da Anna Frattini

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