Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020

Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

Si è appena conclusa la lunga notte dei Golden Globes, gli Oscar della televisione, presentati dall’irriverente, schietto e pungente Ricky Gervais che con il suo discorso di apertura non dimentica mai di agganciarsi alla situazione del cinema odierno – che pare non guardi più nessuno a causa di Netflix – alla politica, ai disastrosi incendi in Australia e di punzecchiare alcuni ospiti seduti in sala, da Martin Scorsese a Leonardo DiCaprio. 

La serata di tre ore inizia con un’assenza, quella di Russell Crowe vincitore per il Miglior attore in una miniserie trattenuto nella sua Australia proprio a causa della situazione critica, e con i primi premi alle serie tv e ai personaggi che abbiamo amato durante l’anno come SuccessionFleabag con la magnifica Phoebe Waller-Bridge.

Si passa, poi, al primo premio per il cinema che va a Parasite, il film di Bong Joon-ho, che batte Dolor y gloria nella categoria Miglior film straniero.

Arrivano anche i colpi di scena sia con Tarantino che si porta a casa il Golden Globe per la sceneggiatura, strappandolo al favorito Noah Baumbach, sia con la vittoria di Missing Link, che straordinariamente batte in un colpo solo Il Re Leone, Frozen II, Toy Story 4 e Dragon Trainer. 

Non sono assolutamente passati inosservati i premi Carol Burnett e Cecil B. DeMille, rispettivamente ritirati a Ellen DeGeneres, che con la sua comicità e la sua trasparenza è diventata il simbolo della televisione americana moderna, e Tom Hanks. Rivedere alcune delle memorabili scene che lo hanno fatto diventare l’attore che è oggi ha commosso sia noi, sia tutti i seduti in sala, e sinceramente ci è venuta voglia di rivedere tutti i suoi film. 

Esattamente a metà delle tre ore sale sul palco, accompagnato dal compositore, Bernie Taupin, Sir. Elton John, seguito da Patricia Arquette che per la prima volta durante la serata, senza troppi giri di parole, ha fatto un breve e diretto discorso sulla quasi imminente guerra che vede coinvolti gli Stati Uniti e l’Iran. Ma ai Golden Globe non ci si ferma mai, infatti non abbiamo neanche in tempo di ricercare il suo discorso sui social che Sam Mendes si accaparra il premio alla Miglior Regia.

Gli ultimi globes per la televisione sono la prova che non c’è solo Netflix, come ribadisce nel suo discorso Jared Harris, il protagonista di Chernobyl, la serie firmata HBO e acclamata sia dalla critica che dal pubblico.

Come sempre l’ultima mezz’ora è dedicata ai premi più attesi, che hanno visto vincere Joaquin Phoenix per il suo sconvolgente lavoro in Joker, ma che hanno anche portato C’era una volta a… Hollywood a quota tre Golden Globe, insieme a 1917, vincitore del premio per Miglior film.

In conclusione, nessuno ha stravinto sugli altri, ma qualcuno è rimasto a bocca asciutta, come The Irishman, che a dispetto delle aspettative non ha vinto neanche un Golden Globe.

Scoprite la lista di tutti i vincitori qui sotto!

CINEMA

Miglior film drammatico

1917 
I due papi 
The Irishman 
Joker
Storia di un matrimonio 

Miglior film commedia o musicale

C’era una volta a… Hollywood 
Cena con delitto – Knives Out 
Dolemite Is My Name
Jojo Rabbit
Rocketman

Miglior regista

Sam Mendes – 1917
Bong Joon-ho – Parasite 
Todd Phillips – Joker
Martin Scorsese – The Irishman
Quentin Tarantino – C’era una volta a… Hollywood

Migliore sceneggiatura

Quentin Tarantino – C’era una volta a… Hollywood 
Noah Baumbach – Storia di un matrimonio
Bong Joon-ho e Han Jin-won – Parasite 
Anthony McCarten – I due papi
Steven Zaillian – The Irishman

Migliore attore in un film drammatico

Joaquin Phoenix – Joker
Christian Bale – Le Mans ’66 – La grande sfida 
Antonio Banderas – Dolor y gloria
Adam Driver – Storia di un matrimonio 
Jonathan Pryce – I due papi

Migliore attrice in un film drammatico

Renée Zellweger – Judy
Cynthia Erivo – Harriet
Scarlett Johansson – Storia di un matrimonio
Saoirse Ronan – Piccole donne 
Charlize Theron – Bombshell

Migliore attore in un film commedia o musicale

Taron Egerton – Rocketman
Daniel Craig – Cena con delitto – Knives Out 
Leonardo DiCaprio – C’era una volta a… Hollywood 
Roman Griffin Davis – Jojo Rabbit
Eddie Murphy – Dolemite Is My Name

Migliore attrice in un film commedia o musicale

Awkwafina – The Farewell – Una bugia buona 
Ana de Armas – Cena con delitto – Knives Out
Cate Blanchett – Che fine ha fatto Bernadette? 
Beanie Feldstein – La rivincita delle sfigate 
Emma Thompson – E poi c’è Katherine 

Migliore attore non protagonista

Brad Pitt – C’era una volta a… Hollywood 
Tom Hanks – Un amico straordinario 
Anthony Hopkins – I due papi
Al Pacino – The Irishman
Joe Pesci – The Irishman

Migliore attrice non protagonista

Laura Dern – Storia di un matrimonio 
Kathy Bates – Richard Jewell
Annette Bening – The Report
Jennifer Lopez – Le ragazze di Wall Street – Business Is Business 
Margot Robbie – Bombshell

Miglior film in lingua straniera

Parasite – Bong Joon-ho (Corea del Sud)
Dolor y gloria – Pedro Almodóvar (Spagna)
The Farewell – Una bugia buona – Lulu Wang (Stati Uniti d’America)
I miserabili – Ladj Ly (Francia)
Ritratto della giovane in fiamme – Céline Sciamma (Francia)

Miglior film d’animazione

Missing Link
Dragon Trainer – Il mondo nascosto 
Frozen II – Il segreto di Arendelle
Il re leone
Toy Story 4

Migliore colonna sonora originale

Hildur Guðnadóttir – Joker
Alexandre Desplat – Piccole donne 
Randy Newman – Storia di un matrimonio 
Thomas Newman – 1917
Daniel Pemberton – Motherless Brooklyn – I segreti di una città

Migliore canzone originale

(I’m Gonna) Love Me Again (Elton John, Taron Egerton) – Rocketman
Beautiful Ghosts (Taylor Swift) – Cats
Into the Unknown (Idina Menzel, Aurora) – Frozen II – Il segreto di Arendelle 
Spirit (Beyoncé) – Il re leone
Stand Up (Cynthia Erivo) – Harriet

TELEVISIONE

Miglior serie drammatica

Succession
Big Little Lies – Piccole grandi bugie
The Crown
Killing Eve
The Morning Show

Migliore attore in una serie drammatica

Brian Cox – Succession
Kit Harington – Il Trono di Spade 
Rami Malek – Mr. Robot
Tobias Menzies – The Crown
Billy Porter – Pose

Migliore attrice in una serie drammatica

Olivia Colman – The Crown
Jennifer Aniston – The Morning Show
Jodie Comer – Killing Eve
Nicole Kidman – Big Little Lies – Piccole grandi bugie
Reese Witherspoon – The Morning Show

Miglior serie commedia o musicale

Fleabag
Barry
Il metodo Kominsky 
La fantastica signora Maisel 
The Politician

Migliore attore in una serie commedia o musicale

Rami Yousef – Rami
Ben Platt – The Politician
Paul Rudd – Living with Yourself
Bill Hader – Barry
Michael Douglas – Il metodo Kominsky 

Migliore attrice in una serie commedia o musicale

Phoebe Waller-Bridge – Fleabag
Christina Applegate – Amiche per la morte – Dead to Me
Rachel Brosnahan – La fantastica signora Maisel 
Kirsten Dunst – On Becoming a God in Central Florida
Natasha Lyonne – Russian Doll

Miglior miniserie o film televisivo

Chernobyl
Catch-22
Fosse/Verdon
The Loudest Voice – Sesso e potere 
Unbelievable

Migliore attore in una miniserie o film televisivo

Russell Crowe – The Loudest Voice – Sesso e potere 
Christopher Abbott – Catch-22
Sacha Baron Cohen – The Spy
Jared Harris – Chernobyl
Sam Rockwell – Fosse/Verdon

Migliore attrice in una miniserie o film televisivo

Michelle Williams – Fosse/Verdon
Helen Mirren – Caterina la Grande 
Merritt Wever – Unbelievable
Kaitlyn Dever – Unbelievable
Joey King – The Act

Migliore attore non protagonista in una serie, miniserie o film televisivo

Stellan Skarsgård – Chernobyl
Alan Arkin – Il metodo Kominsky 
Kieran Culkin – Succession
Andrew Scott – Fleabag
Henry Winkler – Barry

Migliore attrice non protagonista in una serie, miniserie o film televisivo

Patricia Arquette – The Act
Helena Bonham Carter – The Crown
Toni Collette – Unbelievable
Meryl Streep – Big Little Lies – Piccole grandi bugie
Emily Watson – Chernobyl

Joker, Tarantino e 1917, ecco i vincitori dei Golden Globes 2020
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The Guestbook: la nostra intervista a João Marques

The Guestbook: la nostra intervista a João Marques

Giulia Guido · 5 giorni fa · Photography

Ci sono bastati pochi secondi sul suo profilo Instagram, per innamorarci degli scatti di João Marques, fotografo di Lisbona.

Se dovessimo trovare una parola con cui descrivere le sue fotografie è contemplazione, legata sia ai soggetti che scatta sia agli spettatori. Infatti, molte delle sue immagini ritraggono figure di profilo o viste di schiena con gli occhi puntati verso il cielo, di notte, di giorno, al tramonto, pieno di stelle o illuminato dalle luci della città. Come loro, anche noi rimaniamo completamente incantati dai suoi lavori.

Incuriositi abbiamo fatto qualche domanda a João Marques che ci ha raccontato come è nata la sua passione per la fotografia.

Raccontaci come ti sei avvicinata alla fotografia. C’è un momento in particolare che ti ricordi?

È iniziato tutto quando avevo circa 13 anni, a quel tempo ho chiesto a mio padre di provare la sua macchina fotografica digitale, era una Olympus e per me è stata una figata. Ho iniziato a fare per lo più ritratti dei miei amici ed è stata una cosa che mi è sempre rimasta impressa negli anni della scuola. Vivevo in una città molto piccola e la fotografia è diventata il mio hobby, filmavo e fotografavo sempre i miei amici. A 17 anni mi sono trasferito a Lisbona per finire il liceo e l’anno successivo ho frequentato la scuola di cinema. In quei tre anni mi sono concentrato soprattutto sul cinema, ho guardato molti film e ho coltivato di più la mia passione per il cinema. Solo nel 2018, dopo aver finito la laurea e aver diretto il mio primo cortometraggio “Incomum”, mi sono fermato un attimo e ho pensato che poteva essere una buona idea approfondire le mie conoscenze sulla fotografia, che ha fatto parte della mia vita per tanto tempo ma mai consapevolmente. Sono andato alla Ar.Co e ho fatto un corso di un anno e in quel momento ho ricominciato a farlo, e ho continuato ad andare avanti.

Cosa è per te la fotografia e cosa cerchi di raccontare attraverso i tuoi scatti?

La maggior parte delle volte lavoro d’istinto, quindi non c’è molta riflessione dietro il mio lavoro. A questo punto una cosa che ho capito di me stesso è che ho il bisogno di creare e di esprimermi artisticamente in qualche forma. Amo il fatto che la fotografia mi abbia dato questa opportunità di produrre istantaneamente, di creare un’idea o di esprimere la mia percezione di un sentimento su un’immagine. Per qualcuno come me che ha già un background anche sul mondo del cinema, dove tutto è molto più complesso e coinvolge molte persone, la fotografia mi dà la possibilità di fare quasi da moodboard a come voglio che siano i miei film. 

Quali attrezzature utilizzi per scattare? Quali strumenti porti con te quando scatti e perché?

Ho girato sia in analogico che in digitale. La mia fotocamera digitale è una Sony A7 III e la mia fotocamera a pellicola è una Pentax K1000. È divertente perché in realtà non ho mai avuto altre fotocamere a pellicola. Stavo pensando di passare a una macchina fotografica da 120 mm, ma per ora continuo a usare questa. Non mi piace fare molta pianificazione, quindi credo che la maggior parte delle volte non prendo nient’altro oltre alla macchina fotografica. Se prendo qualcosa sarebbe una piccola luce o qualche oggetto di scena che vorrei usare per lo scatto.

C’è uno scatto a cui sei più legato? Puoi raccontarcelo?

Se dovessi scegliere una sola immagine, forse questa. Questa immagine è stata scattata intorno alle 2 del mattino del 1° gennaio 2019. Questo è stato il giorno in cui ho iniziato questa serie che ho intitolato ‘the sky is a painting’ di scatti notturni. Questa rappresenta tutte le altre immagini notturne simili che ho fatto. Mi sono sempre sentito legato alla notte e al cielo. Ero abituato a fissare molto il cielo e ad avere uno di quei momenti in cui mi rendo conto di quanto siamo piccoli. Mi piace giocare con questa idea dell’umano contro l’universo. In futuro vorrei fare un libro fotografico con tutti i miei scatti atmosferici notturni.

Ci sono artisti che segui o ai quali ti ispiri?

Certo, ci sono altri fotografi che seguo attraverso i social media che trovo stimolanti, per lo più penso che ciò che mi attrae sia un punto di vista personale del mondo e della vita. Alcuni artisti che consiglio vivamente di vedere sono Mia Novakova, Maya Beano, Tristan Hollingsworth e Edie Sunday, per esempio. Tuttavia penso che ciò a cui mi ispiro di più siano i film. Alcuni registi che mi hanno ispirato sono David Lynch, Jonas Mekas, Teresa Villaverde, Wong Kar-Wai e Robert Bresson.

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

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Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @carla_sutera_sardo, @odetteombra, @lmashtalerova, @siria.d.angelis, @moulayahmed2.0, @paolatala_10, @francescaersilia1, @adriano.losacco, @valeriaroscini, @martinanorii_.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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EST. TRAMONTO – #ontheroof

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Erotic Photography, l’ultimo libro di Leonardo Glauso

Erotic Photography, l’ultimo libro di Leonardo Glauso

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

Sensuali e passionali, belli come le ragazze che ritraggono e in bianco e nero, sono gli scatti di Leonardo Glauso racchiusi nel suo ultimo libro “Erotic Photography”. 

Classe 1989, Leonardo è nato e cresciuto a Firenze, città che dopo tutti i suoi viaggi e i suoi trasferimenti lo ha visto tornare. Infatti dopo aver lavorato a Milano e nelle più importanti città europee oggi vive e lavora nella sua città natale. Dopo essersi laureato Graphic Design ha deciso di dedicarsi interamente alla fotografia, proseguendo gli studi presso la Scuola internazionale di Fotografia di Firenze. 

Con il tempo si è specializzato in fotografia di nudo artistico e di moda e oggi conta svariate collaborazioni con nomi nazionali e internazionali come GQ, Icon EL PAÍS, Schön! Magazine e tanti altri. 

È proprio sul nudo artistico che si focalizza Erotic Photography il suo ultimo libro che arriva dopo altre cinque pubblicazioni degne di nota Naked Girls, Private Nudes, Model Casting, Women in Film e Nude Book

Erotic Photography è una collezione di scatti tutti rigorosamente in bianco e nero che svelano i corpi delle ragazze protagoniste come se fossero delle sculture in marmo. Il gioco di luci e ombre, che a volte rivela e altre nasconde, sottolinea le linee e le forme delle modelle, unico vero elemento delle fotografie. Niente elementi di disturbo, niente fronzoli, nulla ci distrae dalla bellezza sensuale, pura e intima dei corpi. 

È possibile acquistare Erotic Photography a questo link, se invece siete curiosi di scoprire di più su Leonardo Glauso andate a visitare il suo sito

Erotic Photography, l’ultimo libro di Leonardo Glauso
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“The great empty” visto dal New York Times

“The great empty” visto dal New York Times

Emanuele D'Angelo · 1 ora fa · Photography

Da Parigi a New York, passando per Monaco, Los Angeles, Hong Kong, Pechino, Milano e Nuova Delhi, il nuovo progetto del New York Times, racconta il lockdown causato dal covid-19 nel progetto “The great empty”.
Sempre più paesi sono costretti ad adottare restrizioni di uscita più o meno severe per combattere la pandemia. Mentre paesi come l’Italia hanno adottato regole di contenimento totale, altre nazioni hanno finora “semplicemente” chiuso alcune aree. Tutto il mondo vive un’atmosfera irreale, i luoghi pubblici vengono abbandonati dalla gente e i supermercati presi d’assalto.

Il New York Times presenta al meglio il suo progetto: “Questo vuoto attuale è una necessità sanitaria. Può far pensare alla distopia, non al progresso. Ma alla fine conferma anche che, ascoltando gli esperti e restando a casa, non abbiamo perso la nostra capacità di unirci per il bene collettivo. Queste immagini ti perseguitano e ti perseguiteranno, sembrano film apocalittici, ma in un certo senso trasmettono anche un messaggio di speranza”.

Il progetto del New York Times contempla il vuoto creato dall’isolamento in luoghi solitamente affollati, caotici, pieni di gente. Un modo per illustrare e ricordare il cambiamento radicale delle nostre abitudini in questi tempi di crisi sanitaria globale. 
Dai luoghi turistici ai piccoli ristoranti tipici, è l’assenza di vita a sconvolgere questi posti comuni, ognuno più suggestivo dell’altro.

Scatti che racontano il silenzio di tante città, con l’auspicio che si possa tornare più in fretta possibile alla vita di tutti i giorni.

“The great empty” visto dal New York Times
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“The great empty” visto dal New York Times
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