L’artwork di Greg Jager, specchio della complessità della società

L’artwork di Greg Jager, specchio della complessità della società

Giulia Guido · 3 mesi fa · Art

A Roma, nel quartiere Valco San Paolo, è stata da poco terminata “Tiber Courtyard”, l’opera di Greg Jager che riesce a fondere arte, antropologia e urbanistica. 

Questa zona del Municipio VIII di Roma Capitale che copre un’area sulle sponde del Tevere, poco lontana dalla Piramide Cestia e dalla basilica di San Paolo, al suo interno ospita diverse realtà come le facoltà di Matematica, Fisica e Ingegneria dell’Università Roma Tre, l’istituto superiore Cine-TV Rossellini, ma anche delle piccole discariche a cielo aperto, centri sportivi e il centro sociale occupato autogestito Acrobax. 

Greg Jager | Collater.al

È proprio qui, sulla superficie di un campetto da basket, che Greg Jager ha realizzato un’opera che rispecchia l’eterogeneità e la complessità del tessuto sociale e che pone l’attenzione sul sempre crescente bisogno di spazi nuovi per una società che sta cambiando. 

“Tiber Courtyard si configura come piattaforma di aggregazione sociale e di riflessione su come cambieranno i sistemi aggregativi nello spazio pubblico. L’obiettivo non è di “riqualificare”  ma cogliere un’opportunità per porre degli interrogativi urbanistici, antropologici e progettuali partendo da quelli che sono i bisogni e gli stimoli reali delle molteplici comunità che animano il tessuto urbano.” – Greg Jager 

Attraverso forme e colori che stravolgono le geometrie canoniche del campo, ma senza renderlo impraticabile, Greg Jager ha creato una sorta di collage grafico che diventa lo specchio delle diverse anime che popolano lo stesso territorio fatto di contraddizioni, moltitudini ed equilibri. 

“Il tessuto urbano somiglia sempre di più a un patchwork scomposto. […] Il nuovo humus metropolitano, fatto di comunità diverse, culture versatili, intuizioni fertili, richiede una visione diversa che restituisca il senso di appartenenza ai residenti e il desiderio di esplorare ai visitatori esterni, in modo da riconnettere l’infrastruttura materiale ai valori sociali della comunità urbana.” – Michele Trimarchi, curatore del progetto

Greg Jager | Collater.al

“Tiber Courtyard” è un progetto di Greg Jager nato nel 2019 insieme all’associazione sportiva All Reds Basket Roma, rientra nell’ambito di Cantieri San Paolo, sostenuto dalla Regione Lazio e realizzato dall’associazione Dominio Pubblico

Greg Jager | Collater.al
Greg Jager | Collater.al
Greg Jager | Collater.al
Greg Jager | Collater.al

Photo credit:
Max Intrisano
Roberta Ungaro

L’artwork di Greg Jager, specchio della complessità della società
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The Ring House abbraccia il paesaggio di Creta

The Ring House abbraccia il paesaggio di Creta

Giulia Guido · 5 giorni fa · Design

Dopo aver trascorso l’inverno a sognare luoghi come The Mushroom, la casa a forma di fungo, o Niliaitta, la cabina nascosta nei boschi finlandesi, ora che le giornate si sono fatte più lunghe e il caldo comincia a farsi sentire avevamo bisogno di viaggiare almeno con l’immaginazione. Per questo motivo oggi parliamo di The Ring House, la casa progettata dallo studio DECA Architecture nel sud di Creta. 

Vicino al villaggio Agia Galini, in un sito circondato dal paesaggio aspro offerto dall’isola, gli architetti hanno lavorato per dar vita a un’abitazione che avesse il minor impatto possibile sull’ambiente e che riuscisse anche a sistemare il terreno, sfregiato precedentemente da scavi e lavori. Proprio per questo motivo il primo step è stato quello di ripristinare la flora autoctona seminando specie di piante tipiche mesi prima dell’inizio del lavori. 

The Ring House si compone di due lunghe parti che seguono il profilo della collina su cui sorge la casa e che si uniscono creando una pianta a U che si affaccia quasi a 360° sul mare. 

La zona in cui si uniscono le due parti è quella che ospita tutti gli ambienti interni ed è fornita di un tetto su cui sono stati installati dei pannelli solari, mentre il resto della struttura è formato da ambienti aperti, ombreggiati da una tettoia che permettono di vivere a contatto con la natura e godersi il paesaggio. 

Se per l’esterno è stata scelta una classica muratura in pietra che fa sì che la casa si mimetizzi con i colori del terreno, gli interni presentano un design più pulito e minimale con pareti bianche e ampie finestre che permettono di sfruttare la luce naturale. 

Su uno dei lati troviamo una infinity pool, mentre all’interno della struttura è stato costruito un cortile con piante di agrumi e arbusti aromatici. 

The Ring House è l’esempio di come l’architettura possa fondersi con il paesaggio senza rovinare l’ambiente. 

The Ring House
The Ring House
The Ring House
The Ring House
The Ring House
The Ring House abbraccia il paesaggio di Creta
Design
The Ring House abbraccia il paesaggio di Creta
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Le Château Ambulant, la casa interamente costruita in legno

Le Château Ambulant, la casa interamente costruita in legno

Giulia Guido · 6 giorni fa · Design

Nella fitta foresta della regione della Loira in Francia, esattamente nei pressi di Montlouis-sur-Loire, un paesino tra Amboise e Tours, potreste incontrare a un certo punto una strana struttura lignea. Si tratta di Le Château Ambulant, un progetto nato nel 2017 in occasione del Festival de la Forêt et du Bois e firmato dagli studi di architettura e design Local e Suphasidh

La sfida che hanno dovuto affrontare gli architetti per questo progetto era quella di realizzare una casa interamente costruita in legno, e ci sono pienamente riusciti. 

Per Le Château Ambulant è stato utilizzato legno locale, alcuni elementi sono stati preparati in una segheria a qualche chilometro dal sito scelto, mentre altri sono stati preparati direttamente in loco. Una volta pronti tutti i pezzi, la casa è stata costruita interamente sul luogo. 

All’interno la casa misura circa 42 metri quadrati suddivisi su due piani. Un aspetto molto importante era quello di mantenere un legame con la natura circostante, per questo motivo al posto di normali finestre è stato scelto di creare delle specie di fessure lungo tutte le pareti esterne. In questo modo si ha sia l’illusione di essere all’aria aperta anche rimanendo all’interno sia la possibilità di sfruttare al massimo la luce naturale. 

Leggi anche: Ghost House, case nel deserto mosse dal vento

Scoprite qui sotto tutte le immagini de Le Château Ambulant.

Le Château Ambulant | Collater.al-011
Le Château Ambulant | Collater.al-011
Le Château Ambulant | Collater.al-011
Le Château Ambulant | Collater.al-011
Le Château Ambulant | Collater.al-011
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Le Château Ambulant, la casa interamente costruita in legno
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Le Château Ambulant, la casa interamente costruita in legno
Le Château Ambulant, la casa interamente costruita in legno
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La casa minimalista di Bak Gordon Arquitectos tra le colline portoghesi

La casa minimalista di Bak Gordon Arquitectos tra le colline portoghesi

Giulia Guido · 1 settimana fa · Design

Nella parte più meridionale del Portogallo, lasciandosi l’oceano alle spalle e dirigendosi verso l’entroterra ci si ritrova immersi in un paesaggio dove dolci colline si alternano alla pianura e il terreno è spesso arido. È proprio qui, nei pressi della città di Grândola, che lo studio Bak Gordon Arquitectos ha portato a termine il progetto di una casa privata minimale e che si fonde con l’ambiente circostante. 

Lo studio Bak Gordon Arquitectos (BGA) è stato fondato nel 2002 da Ricardo Bak Gordon, dopo oltre 10 anni di esperienza presso diversi studi e con svariati progetti già completati che hanno contribuito al lancio della sua carriera, come il progetto per la residenza dell’ambasciata portoghese a Brasilia del 1995.
Oggi il lavoro di BGA si concentra soprattutto su case residenziali, edifici educativi e pubblici e a caratterizzare ogni progetto è il legame con il contesto in cui vengono sviluppati. 

Per la casa sulle colline di Grândola la parola chiave è minimalismo. Sebbene lo stile architettonico tipico della regione dell’Alentejo risenta dell’influsso arabo, qui il design si allontana dalla tradizione e presenta invece linee e forme che rimandano al modernismo. 

Leggi anche: Ghost House, case nel deserto mosse dal vento

L’abitazione sorge su una grande cisterna per la conservazione dell’acqua, è rivestita con malta di calce e gli interni sono isolati dall’esterno grazie all’utilizzo di sughero. All’interno lo spazio è diviso in stanze private che gravitano attorno al piccolo patio centrale e in luoghi di transizione che limano il confine tra dentro e fuori.

Bak Gordon Arquitectos
Bak Gordon Arquitectos
Bak Gordon Arquitectos
Bak Gordon Arquitectos
Bak Gordon Arquitectos

PH: Francisco Nogueira

La casa minimalista di Bak Gordon Arquitectos tra le colline portoghesi
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La casa minimalista di Bak Gordon Arquitectos tra le colline portoghesi
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Ghost House, case nel deserto mosse dal vento

Ghost House, case nel deserto mosse dal vento

Giulia Guido · 1 settimana fa · Design

Come suggerito dal nome Ghost House, le due installazioni realizzate dal collettivo i/thee nel deserto della California sembrano gli spettri di due piccole abitazioni che hanno resistito al tempo e alle intemperie.
In parte questo è vero, ma il progetto nasconde molto di più. 

In occasione del Design Laboratory Space Saloon del 2018 è stato chiesto ai partecipanti di progettare e costruire installazioni che affrontassero il tema del legame tra architettura e fattori ambientali. I designer di i/thee – collettivo che realizza progetti che celebrano la coesistenza di ogni cosa, vivente o non vivente, con l’ambiente – hanno quindi realizzato una sorta di esperimento di manipolazione dei materiali. 

La progettazione delle Ghost House è cominciata dalla scelta del sito, ovvero il deserto della California, e solo successivamente si è passati alla fase di realizzazione vera e propria. Sono stati costruiti due telai di legno leggero, la cui forma ricordava vagamente quella di una piccola abitazione. Successivamente dei teli tagliati su misura sono stati imbevuti di una colla non tossica e sono stati usati per coprire le strutture lignee. A questo punto il resto del lavoro è stato fatto dalle condizioni atmosferiche, dal vento e dal passare del tempo.
Nel giro di qualche ora la colla si è seccata, immobilizzando i teli in posizioni date dal vento. 
Infine, per dare ancora di più una sensazione di casa, sono state tagliate delle aperture come se fossero finestre. 

“Il risultato finale è un’istantanea tridimensionale di un momento specifico nel tempo. È una struttura improbabile; una rappresentazione del passato esistente nel presente; né qui né là; il fantasma di una casa.”

La Ghost House non è solo una capanna che sembra mossa dal vento, è una capanna mossa dal vento, e lo sarà per sempre. 

Ghost House
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Ghost House
Ghost House
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Ghost House, case nel deserto mosse dal vento
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