Gucci inaugura la sua nuova casa dell’archivio a Palazzo Settimanni

Gucci inaugura la sua nuova casa dell’archivio a Palazzo Settimanni

Andrea Tuzio · 4 settimane fa · Style

Ieri 1 luglio è stata inaugurata la nuova sede dell’archivio Gucci in via delle Caldaie a Firenze, ospitata da Palazzo Settimanni

“Il mio compito era quello di riportare a casa molti oggetti, come se li avessimo aiutati a tornare in famiglia. In un luogo dove apparentemente si conserva il passato, ma che in realtà è un ponte con il contemporaneo. Un palazzo antico è una cosa viva. Come la moda”, ha dichiarato Alessandro Michele, Direttore Creativo della Maison italiana.

Situato nel quartiere Santo Spirito nell’area della “Oltrarno”, a sinistra del fiume, le sue tracce risalgono al 1400 dove si affollavano le attività artigianali e artistiche che già nel secolo successivo, in seguito al trasferimento a Palazzo Pitti della famiglia dei Medici, affiancarono residenze di famiglie aristocratiche che vi si stabilirono per costruire le loro sfarzose abitazioni.

Il palazzo si è sempre dimostrato una struttura flessibile, disponibile ad aggiunte, frazionamenti, divisioni, passaggi di proprietà o utilizzi. Acquistato da Gucci nel 1953, è stato fabbrica, laboratorio e show-room della Maison, ne è diventato parte integrante in senso fisico e metaforico.

Oggi, grazie al ripristino voluto e ideato dallo stesso Michele, gli sono state restituite le qualità originali. Come se gli fosse stata data la possibilità di raccontare la propria storia, di rivelare le sue tante identità, divenendo l’allegoria di un dialogo tra passato e presente, presupposti indispensabili del futuro.

“Palazzo Settimanni, liberato dalle sovrapposizioni precedenti, si trasforma in un luogo magico a cui ho restituito porosità: ci si passa attraverso, entra l’aria, lo si può percorrere come fosse un viaggio. Io sono poroso, assorbente, permeabile”, ha spiegato Alessandro Michele, che ha aggiunto: “ho restituito al palazzo quell’aura da favola che permette, per esempio, alla saletta dell’ingresso, di diventare un’entrata in una dimensione da sogno. L’ho pensato come un luogo un po’ segreto dell’azienda, un sancta sanctorum da dove si parte per le terre sante di Gucci”.

Sui cinque livelli di altezza, che comprendono il pianoterra e il piano interrato, sono state eliminate le sovrastrutture accumulate in momenti recenti, per rivelare tracce di decorazioni ottocentesche, trompe l’oeil del Settecento, affreschi del tardo Seicento, abbellimenti ancora anteriori: tutti elementi volutamente lasciati intatti o riportati al loro originale splendore senza essere spostati o modificati. L’unica trasformazione rilevante è stata la rimozione della copertura nella sala dell’ingresso realizzata negli anni ’90, al fine di diffondere luce e restituire al porticato centrale la grazia delle proporzioni iniziali. Tutto è stato progettato, disposto e disegnato con la stessa estrema attenzione con cui è stata condotta l’intera operazione di riutilizzo del palazzo come sede delle collezioni storiche della Maison, dagli arredi fino ai dettagli delle maniglie che riproducono un paio di forbici, dalle vetrine wunderkammer alle lampade, fino alle preziose armadiature in legno e ai grandi armadi in ferro e vetro. 

È stato anche mantenuto un fortissimo legame con il territorio affidando a maestranze locali tutti i lavori, compresa la pavimentazione di mattonelle realizzate singolarmente in forni a legna. 

“L’archivio è un palazzo della memoria”, ha dichiarato Valerie Steele, direttore e curatore del museo del Fashion Institute of Technology, che ha collaborato al layout di alcuni degli spazi. “Lontano dal somigliare a una soffitta polverosa è, al contrario, un sistema dinamico che produce conoscenze e ispirazioni. La pulsione a categorizzare elementi di epoche trascorse non si basa sulla nostalgia, ma sulla consapevolezza che quello dello stile è un concetto in perpetua mutazione. Questa relazione con il tempo, per un’azienda centenaria come Gucci, sviluppa il tema dell’archivio come punto di raccolta di un heritage vivo: ora e per le generazioni a venire”.

Palazzo Settimanni è anche la sede di Gucci Education, uno spazio unico che offre opportunità di formazione per i dipendenti del brand. Un luogo fisico che si affianca ad un ecosistema digitale innovativo in un connubio tra la tradizionale struttura di apprendimento e nuovi spazi virtuali dove sperimentare percorsi personalizzati di learning basati sulle specifiche esigenze, interessi, abilità.

Oltre a una community online, Gucci Education include percorsi accademici funzionali come la Retail Academy, la Supply Chain Academy, l’HR Academy, la Digital Academy, ma anche l’École de l’Amour, ospitata poi negli spazi di ArtLab e nelle fabbriche Gucci. 

Una moltitudine di opportunità di apprendimento in continua evoluzione per arricchire e amplificare al massimo la crescita personale e collettiva, che prende ispirazione dal DNA e dai codici della Maison celebrati dall’archivio per proiettare l’azienda verso i prossimi 100 anni.

Gucci inaugura la sua nuova casa dell’archivio a Palazzo Settimanni
Style
Gucci inaugura la sua nuova casa dell’archivio a Palazzo Settimanni
Gucci inaugura la sua nuova casa dell’archivio a Palazzo Settimanni
1 · 5
2 · 5
3 · 5
4 · 5
5 · 5
Gli scatti surreali e bizzarri di Julia Buruleva

Gli scatti surreali e bizzarri di Julia Buruleva

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Atmosfere surreali e soggetti bizzarri, è questo che troviamo negli scatti di Julia Buruleva

Julia Buruleva è una fotografa russa che dopo essersi laureata in Belle Arti a San Pietroburgo e aver lavorato per anni come fotografa di moda si è trasferita a Barcellona, dove oggi vive e lavora, e ha completamente cambiato soggetti e stile.
A ispirare i suoi lavori sono due elementi in particolare: da un lato ciò che la circonda e che vede tutti i giorni, dall’altro la luce calda della città spagnola. 

A tutto ciò, poi, Julia aggiunge un pizzico di assurdità ed è così che nascono fotografie surreali che spiazzano e affascinano lo spettatore. In effetti è proprio questo che vuole ottenere con i suoi lavori, ovvero affascinare chi li guarda senza porre troppe domande. 

Uno dei progetti che rappresenta meglio questo mix di elementi è sicuramente quello dal titolo Beach is a new theatre in cui vediamo delle modelle nude sdraiate su delle sedie rosse posizionate sulla spiaggia. Qui l’ispirazione è arrivata quando ha visto per la prima volta le sedute rosse dell’Opera di Barcellona e lavorando di fantasia le ha visualizzate lontane dal loro contesto, creando immagini al limite dell’assurdo che non riusciamo a smettere di guardare. 

Un altro, importante elemento ricorrente nella sua produzione artistica è il nudo: il corpo umano non è assolutamente sessualizzato e non viene utilizzato per provocare, ma è concepito come un elemento che sembra spesso fondersi con il paesaggio, diventandone parte integrante. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni scatti di Julia Buruleva, ma per scoprirne di più visitate il suo sito e seguitela su Instagram

Julia Buruleva
Julia Buruleva
Julia Buruleva
Julia Buruleva
Julia Buruleva
Gli scatti surreali e bizzarri di Julia Buruleva
Photography
Gli scatti surreali e bizzarri di Julia Buruleva
Gli scatti surreali e bizzarri di Julia Buruleva
1 · 11
2 · 11
3 · 11
4 · 11
5 · 11
6 · 11
7 · 11
8 · 11
9 · 11
10 · 11
11 · 11
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini

Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

Siamo stati immediatamente catturati dalla bellezza degli scatti di Chantal Convertini aka Paeulini. Sensuali, delicati e intimi. 

Chantal Convertini è una ragazza di 28 anni che si è avvicinata alla fotografia quasi per caso e solo successivamente ha deciso di trasformare questa grande passione in un lavoro. Come molti suoi coetanei il primo approccio che ha avuto con la fotografia è stato attraverso il digitale. Poi, in un secondo momento, quattro anni fa si è avvicinata anche al mondo dell’analogico. Questo ha portato Chantal Convertini a sapersi destreggiare benissimo tra le due tecniche, prediligendo l’analogico per i suoi progetti personali. 

I protagonisti dei suoi scatti sono due, la luce e i corpi di giovani donne. 

La luce è quasi sempre quella naturale, che rischiara leggermente interni di case e camere da letto. A volte le sue fotografie sono illuminate giusto da qualche raggio di sole che penetra tra le fessure di tapparelle e persiane chiuse. 

Questi fasci si posano sui corpi nudi e sui volti dei suoi soggetti, spesso femminili, come nella serie A feminine view on femininity, in cui Chantal Convertini dà una sua personale visione dell’universo femminile. 

Spesso però, davanti all’obiettivo ci si mette lei stessa, creando dei fantastici autoritratti, intimi e personali. 

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al

Qui sotto trovate una selezione dei suoi scatti, per scoprirne di più andate sul suo sito, sul suo profilo Instagram e sul suo profilo Patreon, dove potrete sostenerla anche finanziariamente.  

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini
Photography
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini
1 · 22
2 · 22
3 · 22
4 · 22
5 · 22
6 · 22
7 · 22
8 · 22
9 · 22
10 · 22
11 · 22
12 · 22
13 · 22
14 · 22
15 · 22
16 · 22
17 · 22
18 · 22
19 · 22
20 · 22
21 · 22
22 · 22
La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days

La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days

Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

PhMuseum nasce nel 2012 come primo museo online dedicato alla fotografia contemporanea con l’obiettivo di offrire uno spazio accessibile a tutti da ovunque che promuovesse la cultura visiva.
Negli anni PhMuseum ha organizzato diverse attività e iniziative, dai corsi fotografici a programmi di formazione, fino a masterclass di alto livello. Quest’anno ha voluto fare le cose ancora più in grande, abbandonando per un po’ la sua forma digitale e diventando un evento fisico. 

Dal 23 al 26 settembre, infatti, il Binario Centrale del DumBo di Bologna ospiterà la prima edizione del festival internazionale di fotografia PhMuseum Days.

Il tema scelto per questa prima edizione è A New Beginning / Un nuovo inizio e si adatta perfettamente sia al momento storico che stiamo vivendo e al nuovo decennio appena cominciato sia perché l’evento rappresenta una nuova avventura per PhMuseum.

Il fitto programma dei 4 giorni prevede mostre individuali, un’installazione collettiva, workshop, revisioni di portfolio, proiezioni, performance e uno spazio dedicato all’editoria indipendente. 

Tra gli ospiti spiccano il fotografo argentino Alejandro Chaskielberg che con Natur-e riflette sul rapporto fra uomo, natura e tecnologia e la fotografa brasiliana Angelica Dass che esporrà Humanae, un progetto che cerca di dimostrare che ciò che definisce l’essere umano è la sua ineluttabile unicità.

Ci saranno anche il progetto Encounter dell’italiana Silvia Rosi che parte dal suo album di famiglia per raccontare storie di migrazione e diaspora attraverso autoritratti e performance e Afterlife del fotografo francese Vasantha Yogananthan che racconta l’eterna sfida fra il bene e il male reinterpretando un passo del poema epico indiano il Ramayana. 

Inoltre, verranno esposti tre lavori scelti fra gli oltre 700 progetti che si sono candidati tramite l’open call del festival: Human dell’ecuadoriana Fabiola Cedillo, incentrato sul bisogno dell’essere umano di riprodursi, naturalmente e attraverso la tecnologia, Fading Senses della polacca Ligia Poplawska, sulle implicazioni della perdita degli ecosistemi sulla nostra salute mentale ed emotiva e, infine, C-R92/BY dell’inglese Samuel Fordham, un progetto che si focalizza su migliaia di famiglie britanniche separate a seguito delle politiche dal Ministero degli Interni. 

Visitate il sito di PhMuseum e seguite il profilo Instagram per non perdere tutti gli aggiornamenti. 

Fading Senses, Ligia Popławska
C-R92_BY, Samuel Fordham
La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days
Photography
La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days
La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days
1 · 13
2 · 13
3 · 13
4 · 13
5 · 13
6 · 13
7 · 13
8 · 13
9 · 13
10 · 13
11 · 13
12 · 13
13 · 13
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 7 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @lured_ph, @sara.carraretto, @alko_imagine, @cristian.perra, @giorgia_congia, @photostrekoza, @_barbarac__, @valerycia, @caterina_cantu, @ale_galimberti.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
Photography
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
1 · 1