Style Gucci Aria, la celebrazione della natura e della vita
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Gucci Aria, la celebrazione della natura e della vita

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Andrea Tuzio

Un inno alla natura, alla vita, all’aria. I 100 anni di Gucci celebrati con una cerimonia che sa di rifondazione, ma “la lunga storia di Gucci non è racchiudibile all’interno di un solo atto inaugurale”. Come ogni esistenza il suo destino è scandito da una lunga serie di nascite interminabili e continue celebrazioni, come scrive la filosofa spagnola María Zambrano.

Alessandro Michele omaggia il passato con la volontà di “divenire altro”, l’eredità infatti può essere ripensata perché il “passato non è mai consegna inerte e ripetizione immutabile: anzi, implica necessariamente l’idea del movimento”.

Partendo da questo concetto, il direttore creativo della maison italiana ha forzato quelle regole statiche della creatività grazie ad azioni di “hackeraggio” creativo, incursioni e metamorfosi, in modo tale da poter comprendere al massimo il passato calandolo nella contemporaneità e riscrivendo la sua di storia. 

La collezione, sia maschile che femminile, Gucci Aria è stata presentata ieri con uno show digitale che ha miscelato la formula della sfilata con quella dello short movie. Il video è stato diretto dallo stesso Michele e da Floria Sigismondi, così come la colonna sonora remixata da Lawrence Rothman, aperta con Gucci Gang di Lil Pump e chiusa da Gucci On My Bag di Mier. 

Una nascita che si ripete all’infinto, sempre nuova, questo rappresenta Gucci Aria, un’interminabile rigenerazione che stabilisce una rifondazione, un’evoluzione.
Il passato è la base, le fondamenta sulle quali progettare il futuro che “come direbbe Benjamin per farlo è necessario cambiarlo rintracciandolo, nel suo dispiegarsi”

Michele rende omaggio reinterpretando il lascito di Tom Ford dal quale prende il suit in velluto rosso; dà nuova vita all’ispirazione equestre che rappresentano gli inizi della storia di Gucci; la stampa Flora, creata da Vittorio Accornero negli anni ’70 e ripresa da Frida Giannini che ci porta fino all’esperienza di hackeraggio di Balenciaga da parte di Alessandro Michele, in cui i loghi delle due maison si incrociano e si intrecciano. 

I look rappresentano proprio questa ricerca: “Ho saccheggiato il rigore anticonformista di Demna Gvasalia e la tensione sessuale di Tom Ford; mi sono soffermato sulle implicazioni antropologiche di ciò che brilla, lavorando sulla lucentezza dei tessuti; ho celebrato il mondo equestre di Gucci trasfigurandolo in una cosmogonia fetish; ho sublimato la silhouette di Marilyn Monroe e il glamour della vecchia Hollywood; ho sabotato il fascino discreto della borghesia e i codici della sartoria maschile”. 

Questa presentazione rappresenta una genesi, una nuova nascita che libera l’intero immaginario di Gucci che vive di nuova linfa: “celebro quindi l’aria come principio sacro di compenetrazione, fusione e connessione: un principio di esistenza infuso con l’incanto chimico delle foglie. A queste creature, la mia lode. Al loro essere fragili e vulnerabili. Alla loro capacità di rinnovarsi e tornare a vivere dopo che l’inverno è passato”.

Photo by Kevin Tachman

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Scritto da Andrea Tuzio
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