Lo ammetto, non avevo mai sentito nominare labri Sadi-Carnot prima di conoscere questo artista francese che lo ha voluto commemorare.
La storia è una di quelle che succedono in guerra, quando le persone sono solo numeri, quando uccidere vuol dire vincere, quando la pietà è solo una parola che va dimenticata.

Spero mi vogliate concedere un piccolissimo approfondimento storico.
Brest, cittadina francese, fu occupata dai tedeschi nel 1940. Nel 1944 gli americani assediarono la città con lo scopo di liberarla. La maggior parte dei cittadini di Brest scappano e labri Sadi-Carnot divenne sede delle attività amministrative delle città e rifugio per 2000 cittadini, quelli rimasti: infermieri della Croce Rossa, dirigenti del Soccorso Nazionale, assistenti sociali, religiosi, membri della Difesa Passiva, ecc.
Nella notte tra l8 e il 9 settembre 1944 una forte esplosione causata da un gruppo elettrogeno e resa ancora più letale dalla presenza di casse di munizioni conservate nel rifugio dai tedeschi a dispetto della Convenzione di Ginevra, fece diventare questo tunnel lungo e stretto, una sorta di enorme canna di fucile le cui munizioni erano le persone in esso rifugiate. Morirono 371 cittadini francesi e circa 600 soldati tedeschi. I loro corpi carbonizzati resero impossibile la maggioranza delle identificazioni.
Guy Denning con questi ritratti strazianti, dà un volto ad ognuno di queste persone il cui nome e il cui volto sono stati persi in quella storia che ha provato ad annullare lUomo in quanto tale.
Larte è più forte di ogni abominio.













