L’igloo specchiato di Magenta Workshop

L’igloo specchiato di Magenta Workshop

Giulia Guido · 3 settimane fa · Design

In occasione della prima edizione della Tel Aviv Crafts and Design Biennale, i designer del Magenta Workshop hanno realizzato un’installazione che analizza il rapporto tra architettura tradizionale e tecnologia, tra abitazione e ambiente circostante. 

L’opera è a tutti gli effetti un igloo realizzato in acciaio inossidabile e completamente ricoperto da lastre riflettenti. La piccola costruzione è stata assemblata interamente a mano, grazie alle tecniche e alla manualità che hanno portato negli anni il Magenta Workshop a distinguersi a livello mondiale. 

Fondato nel 1992 da Ronen Bavly, il Magenta Workshop è uno studio di progettazione e produzione di oggetti di design e racchiude al suo interno diversi artigiani, product designer e grafici che lavorano tutti insieme a tutti i progetti. 

Con l’igloo installato a Tel Aviv, lo studio ha voluto rendere omaggio a un’architettura tradizionale che è sopravvissuta ad anni di storia, mantenendone la forma iconica, ma integrando materiali di ultima generazione e nuove tecnologie. L’aspetto importante di questo lavoro è che l’igloo è completamente sigillato e l’unico modo per goderselo è guardandolo da fuori, ma l’unica cosa che si rivelerà agli occhi dei passanti è il paesaggio circostante, distorto dalla superficie specchiata ma curva della struttura. 

Scopri altre opere del Magenta Workshop sul loro sito

L’igloo specchiato di Magenta Workshop
Design
L’igloo specchiato di Magenta Workshop
L’igloo specchiato di Magenta Workshop
1 · 8
2 · 8
3 · 8
4 · 8
5 · 8
6 · 8
7 · 8
8 · 8
La fotografia intima e poetica di Berber Theunissen

La fotografia intima e poetica di Berber Theunissen

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Ogni imperfezione, ogni cicatrice, ogni piega, ogni piccolo difetto diventa un valore aggiunto nelle fotografie di Berber Theunissen

Classe 1989, Berber Theunissen è nata a Otterlo, un piccolo villaggio dei Paesi Bassi, successivamente si è trasferita ad Amsterdam, dove si è laureata alla Photo Academy. Oggi, Berber vive a Rheden ed è rappresentata dalla Open Doors Gallery, sul sito della galleria potete trovare in vendita alcune delle sue stupende fotografie.

Tra i suoi lavori, la serie fotografica che ha catturato maggiormente la nostra attenzione è quella intitolata “Skin”.

In una società in cui tutto deve apparire perfetto, al limite dell’impossibile, gli scatti di Berber Theunissen ci riportano alla normalità, ci mostrano un altro lato della femminilità attraverso corpi normali, con tutti i loro bellissimi difetti. 

Come si può dedurre dal nome, Skin ci apre le porte a momenti di intimità, in cui la pelle è l’unico abito dei corpi fotografati, ma più sfogliamo le foto, più capiamo che il focus non è sulla pelle, ma su cosa c’è sotto di essa. 

Desiderosa di imparare ad abbracciare la pelle in cui vivo, ho iniziato questa ricerca dalla pelle degli altri. Si tratta di sbucciare gli strati, esponendo qualcosa di profondamente intimo e vero.

Qui sotto puoi trovare una selezione degli scatti di Berber Theunissen, per scoprire tutti i suoi lavori vai sul suo sito

La fotografia intima e poetica di Berber Theunissen
Photography
La fotografia intima e poetica di Berber Theunissen
La fotografia intima e poetica di Berber Theunissen
1 · 15
2 · 15
3 · 15
4 · 15
5 · 15
6 · 15
7 · 15
8 · 15
9 · 15
10 · 15
11 · 15
12 · 15
13 · 15
14 · 15
15 · 15
Ferry Tale, la serie fotografica di Arnaud Montagard

Ferry Tale, la serie fotografica di Arnaud Montagard

Giulia Guido · 7 ore fa · Photography

Classe 1991, Arnaud Montagard è un fotografo francese, originario di Nancy, che ha scelto Brooklyn come sede in cui vivere e il mondo intero come luogo dove lavorare. 

L’obiettivo di Arnaud Montagard sembra essere attirato dalle cose semplici, da luoghi ordinari e quasi dimenticati, lontani dal caos e dalla frenesia della città. Tra i suoi lavori, in cui spesso cattura un aspetto dell’America distante dall’immaginario comune, quello che ci ha colpiti maggiormente ha portato Arnaud fino in Giappone. 

Qui, solitamente i turisti rimangono affascinanti dalle migliaia di insegne e luci al neon, dai grattacieli e dai ristoranti tipici e dalle novità tecnologiche, Arnaud Montgard invece sembra essere andato in cerca di qualcosa che gli ricordasse la sua New York. 

Nasce così la serie fotografica Ferry Tale, interamente realizzata sui traghetti che ancora oggi rappresentano il modo migliore per spostarsi da un’isola all’altra dell’arcipelago giapponese. 

Sebbene gli scatti siano stati realizzati nel 2018, l’atmosfera che si respira ci porta immediatamente a quaranta o cinquant’anni fa: gli interni dei traghetti non sono cambiati e i loro colori neutri con i sedili in pelle danno alle immagini uno stile vintage che viene enfatizzato dalla luce naturale che cambia di giorno in giorno, di ora in ora, e penetra dalle grandi vetrate. 

Con Ferry Tale, Arnaud Montagard riporta l’attenzione sul viaggio, sull’attesa di arrivare in un posto, su quei momenti di transizione che ognuno di noi vive ogni giorno andando al lavoro o tornando a casa e ai quali non facciamo mai abbastanza attenzione. Momenti apparentemente morti che nascondono una bellezza ormai dimenticata che riscopriamo con immenso stupore nelle fotografie di Arnaud. 

Vai sul sito di Arnaud Montagard per scoprire gli altri lavori e seguilo su Instagram per non perderti i nuovi! 

Ferry Tale, la serie fotografica di Arnaud Montagard
Photography
Ferry Tale, la serie fotografica di Arnaud Montagard
Ferry Tale, la serie fotografica di Arnaud Montagard
1 · 10
2 · 10
3 · 10
4 · 10
5 · 10
6 · 10
7 · 10
8 · 10
9 · 10
10 · 10
InstHunt Special Edition – Close up

InstHunt Special Edition – Close up

Giordana Bonanno · 6 giorni fa · Photography

InstHunt Special Edition è la nuova raccolta fotografica delle vostre migliori foto, ideata per la prima volta seguendo un tema specifico. Ogni mese avrà un titolo dedicato e sarete voi a darle vita attraverso i vostri scatti. 

Il tema di questo mese era “Close up”, evidenziando un particolare molto significativo per voi, ci avete mostrato “una parte per il tutto”. Scopri qui sotto le foto migliori e non perderti i prossimi appuntamenti!

View this post on Instagram

Profumo #insthunt #specialed

A post shared by alinuvem.ph (@alinuvemphotography) on

View this post on Instagram

I guess they really got the best of us didn’t they?

A post shared by Maria (@stupidfer) on

Restate connessi e continuate a seguire la nostra pagina Instagram @collateral.photo per scoprire il tema del prossimo numero InstHunt Special Edition. 

Be creative Be part of @collater.al

InstHunt Special Edition – Close up
Photography
InstHunt Special Edition – Close up
InstHunt Special Edition – Close up
1 · 1
Cinematography – Love

Cinematography – Love

Giordana Bonanno · 6 giorni fa · Photography

Se qualcosa può andar male, lo farà.

Così stabilisce la prima legge di Murphy, anche nome del giovane protagonista di Love, uno dei film più controversi degli ultimi tempi che Gaspar Noé, il regista, ha descritto con tre semplici parole: “sperma, sangue e lacrime”, un porno d’autore. 

Diciamolo subito, non è un film semplice da vedere, ha avuto una storia complicata sin dall’inizio finendo nel mirino del ministro della cultura russa Vladimir Medinsky che, dopo il passaggio al Festival di Mosca e ad altri eventi cinematografici, impedì la sua uscita nelle sale entrando nella “lista nera” del governo. Non ebbe fortuna neanche in Italia, tanto da non essere presentato al cinema, ma fortunatamente adesso se aveste voglia di vederlo, è disponibile in streaming o nel catalogo di Netflix.

La storia apparentemente semplice si svolge in un tempo cristallizzato di una mezza giornata, in cui Murphy non fa altro che pendolare fra camera da letto,  cucina e bagno di casa sua, immerso nei pensieri della sua testa. Insieme a lui ripercorriamo pezzi del suo passato incastrati ad ansie del presente e interrogativi di un futuro di cui non vuole prendersi responsabilità.

Lui è un giovane ragazzo americano trasferitosi a Parigi per diventare regista e ad accompagnarlo in queste 2h e 15 minuti sono Electra, la sua attuale ragazza e Omi, la vicina di casa.  Tra i ragazzi si stabilisce una sintonia che va oltre il semplice piacere; insieme infatti supereranno ogni limite, traducendo in realtà le loro fantasie più intime e spogliandosi di ogni barriera.

Sono leggeri e hanno voglia di amare, e lo fanno a modo loro.

Il racconto di conseguenza non può che essere presentato sotto forma di eccesso stilistico, con accostamenti di colori contrastanti, forti giochi di luce e immagini 3D che rendono le scene di forte impatto.

Anche questa volta i colori hanno un ruolo fondamentale, distinguendo in alcune scene le personalità dei ragazzi: il verde mela, innocuo e leggero per Omi e il rosso porpora violento e invadente per Electra.

Le immagini del film comunicano con la stessa intensità di Marat Safin, fotografa autodidatta russa, che ha posto le donne al centro dei suoi progetti. Donne sole, donne in casa, in cucina o sdraiate sul letto, donne immerse nella natura, che guardano in macchina o immortalate in pose spontanee. La luce calda dalla quale vengono avvolte crea un’atmosfera così intima e familiare da coinvolgerci.

Lo sapevi che: Durante conferenza stampa del film al Festival di Cannes, Gaspar Noé dichiarò che la sceneggiatura in origine era lunga sette pagine.

Genere: Dramma
Regista: Gaspar Noé
Direttore della fotografia: Benoît Debie
Scrittore: Gaspar Noé
Cast: Aomi Muyock, Karl Glusman, Klara Kristin 

Cinematography – Love
Photography
Cinematography – Love
Cinematography – Love
1 · 16
2 · 16
3 · 16
4 · 16
5 · 16
6 · 16
7 · 16
8 · 16
9 · 16
10 · 16
11 · 16
12 · 16
13 · 16
14 · 16
15 · 16
16 · 16