Primavera Insurrecta, il murale sociale di Inti Castro

Primavera Insurrecta, il murale sociale di Inti Castro

Collater.al Contributors · 2 settimane fa · Art

Il celebre muralista cileno Inti Castro, nonché ambasciatore della street art sudamericana, ha realizzato Primavera Insurrecta, un murales sulla facciata di uno degli edifici dell’Università di Santiago. L’artista ha molto a cuore il tema dell’identità culturale e sociale del suo paese, sopratutto in questo periodo in cui in Cile si sono svolte una serie di manifestazioni dove i cittadini hanno rivendicato un miglioramento della qualità della vita, più dignità, rispetto e giustizia da parte di chi governa. 

Primavera Insurrecta nasce in collaborazione con l’Università di Santiago e con la Galería Lira – un ente che cerca di promuovere l’arte urbana in tutto il Sud America – prima che il corteo di ottobre si scatenasse. Inizialmente il progetto era nato per rappresentare il declino della società che è molto soggetta al consumismo e, soprattutto in Cile, grandemente influenzata da ciò che viene detto in televisione. Successivamente agli ultimi eventi, l’opera ha assunto un altro significato diventando parte integrante e un simbolo importante della protesta. Grande 150 metri quadrati, il murale rappresenta una donna cilena che ha gli occhi coperti da dei fiori, porta una chitarra sulle spalle, un martello e un pentolino sulla cinta e in mano una pala. Tutti questi sono elementi della lotta ma anche della cultura cilena.

Castro ha voluto rappresentare il sentimento di scontentezza generico del popolo e l’importanza sopratutto della donna nelle lotte sociali e all’interno dello sviluppo di ogni paese.

Inti Castro | Collater.al 1
Inti Castro | Collater.al 3
Inti Castro | Collater.al 2
Inti Castro | Collater.al 3

Testo di Anna Cardaci

Primavera Insurrecta, il murale sociale di Inti Castro
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The Boy Who Could Not Wait, il libro eco-friendly vietnamita

The Boy Who Could Not Wait, il libro eco-friendly vietnamita

Collater.al Contributors · 1 settimana fa · Art

The Boy Who Could Not Wait è un libro per bambini promosso dal concept store Green Around The Corner situato nella città vietnamita di Ho Chi Minh. Il libro è stato progettato e interamente realizzato dall’azienda di comunicazione indipendente Ki come mezzo per insegnare ai bambini “la gioia della pazienza e la bellezza della crescita“. 

L’opera è stata pensata per far interagire i bambini con essa ed è realizzata con carta riciclata al 100% per mantenersi in linea con l’etica eco-friendly del concept store. La particolarità di questo progetto è la presenza di una sezione speciale – verso la fine del volume – in cui tra le pagine vi sono dei semi che se innaffiati con cura permettono la crescita di un piccolo giardino.

All’interno è raccontata la storia di un ragazzo a cui viene insegnata, step by step, la pazienza nell’aspettare il corso della natura, il concetto di costanza, di perseveranza e di non avere fretta. Il ragazzo, pagina dopo pagina, si spinge sempre più lontano nel suo viaggio, dove viene guidato a mettere tutto ciò che ha raccolto in un secchio fino ad arrivare ad innaffiare una delle pagine finali. Nel corso del tempo, il libro germoglierà piante vere, permettendo ai bambini di godersi il proprio giardino in miniatura. Inoltre sono presenti su ogni foglio delle illustrazioni riguardanti le piante.

Oltre alla carta riciclata, le pagine di The Boy Who Could Not Wait sono realizzate parzialmente in serigrafia – è una tecnica di stampa digitale nel quale l’inchiostratura viene eseguita attraverso la trama di un tessuto – e cucite a mano per una migliore qualità e sensibilità. Ha un prezzo di 650 VND ovvero circa meno di 50 centesimi ed è possibile acquistarlo durante il periodo di Natale preordinandolo online contattando la mail del negozio hi@greenaroundthecorner.com .

The Boy Who Could Not Wait | Collater.al 1
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Testo di Anna Cardaci

The Boy Who Could Not Wait, il libro eco-friendly vietnamita
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Bassins des Lumières, la mostra d’arte digitale a Bordeaux

Bassins des Lumières, la mostra d’arte digitale a Bordeaux

Collater.al Contributors · 1 settimana fa · Art

Nella città di Bordeaux, in Francia, una base sottomarina della Seconda Guerra Mondiale è stata trasformata nel museo d’arte digitale Bassins des Lumières.
Realizzato per opera di Culturespaces, uno studio privato che gestisce mostre ed esposizioni in Francia, il museo ospiterà un’esperienza immersiva che si concentrerà su nomi come Van Gogh, Paul Klee e Gustav Klimt, lasciando spazio all’arte contemporanea e ad artisti emergenti. Come nei musei già esistenti promossi da Culturespaces quali Carrières de Lumières, in Provenza, e l’Atelier des Lumières a Parigi, il visitatore avrà la possibilità di immergersi attivamente nel cuore delle opere.
Organizzata in undici spazi separati da spesse pareti di cemento, la base sottomarina ospita già regolarmente mostre temporanee, concerti, spettacoli in un ambiente underground.
Questa ha una superficie di oltre 40.000 metri quadrati e ciò conferisce all’esposizione il titolo di più grande installazione nonché museo multimediale del mondo.

Bassins des Lumières ospiterà più di novanta opere e offrirà ai visitatori la possibilità di passeggiare per il sito e fare esperienze audiovisive e interattive. La mostra sarà composta da quattro grandi e profonde vasche per le installazioni principali e da altre sei aree che comprendono in particolare le Celle, in cui ci saranno proiezioni continue che alternano un lungo programma dedicato ai grandi personaggi della storia dell’arte e Cube dove troverà spazio l’arte contemporanea. Tramite dei corridoi sarà possibile passare da una sala espositiva all’altra fino ad arrivare a Les Grands Nenuphars dove le proiezioni sulle pareti si specchieranno nell’acqua. Infine, ci sarà anche uno spazio dedicato a tutta la storia della base sottomarina.

Bassins des Lunimères | Collater.al 1
Bassins des Lunimères | Collater.al 4
Bassins des Lunimères | Collater.al 3
Bassins des Lunimères | Collater.al 1

Testo di Anna Cardaci

Bassins des Lumières, la mostra d’arte digitale a Bordeaux
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OooOoO, il nuovo skatepark alla Triennale di Milano

OooOoO, il nuovo skatepark alla Triennale di Milano

Collater.al Contributors · 1 settimana fa · Art

Oggi, 27 novembre, verrà inaugurato alla Triennale di Milano il nuovo skatepark multi sensoriale animato dalla musica elettronica del produttore Koreless ed è la nuova opera dell’artista sudcoreana Koo Jeong A intitolata ‘OooOoO’. L’installazione parte dall’idea di approfondire il legame intenso che si è instaurato ultimamente tra il design e la mobilità sostenibile.

Lorenza Baroncelli, direttrice artistica della Triennale, ha promosso la realizzazione di questo progetto in quanto sostiene che ci siano elementi che accomunano lo skateborarding, il design e l’architettura. L’opera è stata realizzata per la mostra PLAY! e resterà fruibile gratuitamente al piano terra della Galleria fino al 16 febbraio 2020. A turno, in gruppi di quindici persone alla volta, ci si potrà cimentare in acrobazie e trick con la tavola. Per Baroncelli c’è un legame costante tra il mondo degli artisti e quello degli skater, come se una cosa nutrisse l’altra.

Oggi la realtà dello skateboarding non si limita più solamente allo sport in sè, ma si estende a qualcosa che va oltre i confini della tavola, diventando proprio una cultura e un lifestyle. Infatti, sono molte le persone ad utilizzare lo skate come un mezzo di trasporto originale ed ecologico. Questo è il motivo principale per cui la Triennale di Milano ha deciso di proporre OooOoO riportando le pratiche del gioco all’interno dell’edificio e trasformando l’arte in qualcosa che lo spettatore possa vivere in prima persona. 

La mostra è stata strutturata in modo tale da riprodurre attraverso un gioco di luci e di rumori la sensazione di essere all’aria aperta, in un vero skatepark, come quelli che siamo abituati a vedere che si trovano in America. Da questi spunti e considerazioni si partirà per parlare di mobilità sostenibile durante la conferenza del 30 novembre in cui prenderanno parte al dibattito professionisti come Men’s Collections Visionary di Tod’s Michele Lupi, l’ad di Qooder Paolo Gagliardo, l’artista e film maker Diana Manfredi e Pablo Baruffo del gruppo di progettisti di skatepark CTRL+Z.

L’obiettivo di OooOoO è quello di interrogare le persone sul ruolo attuale del museo rispetto a quello che invece aveva nel passato – come uno spazio dove venivano tradizionalmente raccolte immagini, quadri ecc. e poco interattivo – ponendo uno sguardo verso il futuro per poter apportare dei cambiamenti e miglioramenti.
A chiusura della mostra la pista sarà donata alla città di Milano.

OooOoO | Collater.al 5
OooOoO | Collater.al 6
OooOoO | Collater.al 2
OooOoO | Collater.al 2
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Testo di Anna Cardaci

OooOoO, il nuovo skatepark alla Triennale di Milano
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La nuova campagna Nike con Elena Delle Donne

La nuova campagna Nike con Elena Delle Donne

Giulia Guido · 1 settimana fa · Art

Quella di Elena Delle Donne è una storia che inizia molto prima del suo esordio in WNBA, dei record, della vittoria con le Washington Mystics della scorsa stagione e del titolo di MVP. È la storia di una giocatrice, di una sportiva, ma anche di una persona e soprattutto di una sorella che non poteva passare inosservata agli occhi di Nike

Elena, infatti, è la sorella minore di Lizzie che, a causa di una paralisi cerebrale e di una forma di autismo, è sorda e cieca fin dalla nascita. A causa di questa situazione, il rapporto tra le due si è sempre basato sul tatto: i bisogni di Lizzie, ma anche le sue emozioni e i suoi sentimenti vengono comunicati alla sorella attraverso le mani. Questo, oltre a rendere Elena indispensabile per Lizzie, ha reso quest’ultima una parte imprescindibile della vita della campionessa WNBA, tanto da portarla a rinunciare alla sua passione per il basket. 

Elena Delle Donne ha 19 anni quando parte per il college e, una volta lontana dalla famiglia, capisce che non può farcela senza quel legame così concreto e palpabile con la sua big sis. Così cambia college scegliendone uno vicino a casa e dopo un lungo periodo di stop, quando grazie al rapporto con la sorella ritrova sé stessa e l’amore per il parquet, per la palla a spicchi, i falli, la fatica, le schiacciate, le vittorie e le sconfitte, torna a giocare. 

Oggi, quella ragazzina del Delaware che sognava di diventare campionessa WNBA è molto di più e non ha vinto solo in campo, ha vinto nella vita

Per tutto questo, Nike le ha scelte come volti dell’ultimo capitolo della campagna “Sports Changes Everything”, rendendole protagoniste del video “Carry Me” in cui, oltre alle immagini, le parole della stessa Elena arrivano dritte al cuore. 

“Everyone thinks I carry her. But she’s the one carrying me.”

La nuova campagna Nike con Elena Delle Donne
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La nuova campagna Nike con Elena Delle Donne
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