Iosif Abaab è un 3D artist che non ha paura di esagerare. Il suo universo creativo è una celebrazione del kitsch digitale, dove plastica, lucentezza e colori ipersaturi diventano protagonisti di un’estetica che respinge qualsiasi minimalismo. «Mi piace creare immagini visive sovrastimolanti», racconta a It’s Nice That. E lo fa ossessivamente, aggiungendo dettagli su dettagli fino a trasformare un semplice oggetto in qualcosa di surreale, familiare e alieno allo stesso tempo.


Nato in Romania e ora di base a Berlino, Abaab sviluppa mondi 3D in cui giocattoli, amuleti e piccoli feticci diventano protagonisti di scene oniriche e assurde. I suoi render iperrealistici sono spesso ispirati a oggetti che vorrebbe possedere davvero. Come i suoi Tamagotchi reinventati in chiave cyber-cute, o la sveglia Berry Boom che si gonfia in modo esagerato quando è ora di svegliarsi. Tutto è carico, lucido, gommoso, come se appartenesse a un universo parallelo dove le leggi della fisica sono state riscritte da un bambino con una passione per la CGI.
Lo stile di Iosif Abaab
Il suo stile unico lo ha portato a collaborare con brand come Lazy Oaf, per cui ha creato una tipografia fatta di una gomma da masticare appiccicata sotto una scarpa. Un perfetto esempio del suo approccio creativo: prendere qualcosa di ordinario e trasformarlo in qualcosa di straordinario, ironico e iperprodotto.


Il suo percorso inizia alla Design Academy di Eindhoven, dove tenta di realizzare un videogioco per un progetto universitario. “È stata una sfida enorme, ma anche molto divertente”, ricorda. Da lì in poi inizia a sperimentare con brevi animazioni 3D, che diventano il suo linguaggio principale. Oggi lavora come CG Generalist, collaborando con studi e clienti per progetti commerciali, ma continuando a portare avanti il suo mondo personale fatto di trasformazioni dinamiche, transizioni imprevedibili e texture che sembrano uscite da un sogno sintetico.


Iosif lavora principalmente con Houdini, Blender e Cinema 4D con Redshift, strumenti che gli permettono di scolpire la materia digitale con una libertà quasi fisica. Il suo approccio risulta quindi intuitivo, giocoso, volutamente eccessivo. E in un’epoca che spesso celebra il controllo e la pulizia visiva, lui risponde con render saturi, caotici e irresistibilmente felici.
