Art Jonathas de Andrade, inebriato da una vita di bagni al mare 
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Jonathas de Andrade, inebriato da una vita di bagni al mare 

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A partire dal 12 giugno, fino al 19 settembre 2026, Jonathas de Andrade (Maceió, 1982) è protagonista degli spazi di Galleria Continua, a Paris Marais, con il progetto espositivo Ivresse d’une vie de bains de mer. 

Come l’artista ha avuto modo di confidare ad Arianna Di Genova in un’intervista rilasciata al quotidiano il manifesto nell’aprile del 2022: «Credo che l’arte converga su una pedagogia radicale nella reinvenzione del presente. […] guardo sempre all’arte che narra storie: le esperienze estetiche hanno il compito di riattivare qualcosa, soprattutto quando quel che accade è scoraggiante e porta con sé una buona dose di disfattismo. […] L’idea della rappresentazione è particolarmente bizzarra in un paese come il Brasile con così tante e molteplici voci. Le diverse prospettive ed esperienze di vita, a volte, sono radicalmente lontane, dato il contesto così diseguale, come quello in cui viviamo. Tuttavia, di fronte a un presente tanto terrificante, credo che queste voci finiscano per sommarsi facendo convergere quel caleidoscopio di percezioni. Mi interessa scoprire come l’arte possa promuovere incontri: è un dono travolgente, che ha un impatto sul corpo e sui ricordi». 

Per il progetto parigino de Andrade ha rivolto la sua attenzione e la ricerca alle comunità brasiliane canoeiros e jangadeiros nell’intento di restituirne la bellezza delle peculiari pratiche e, così, di un differente e caratteristico codice visivo. Se il titolo prescelto, letteralmente L’ebbrezza di una vita trascorsa a fare il bagno in mare, è l’ode derivante da una poesia scritta dallo stesso artista, i colori accesi e vivaci delle opere condotte in mostra restituiscono l’essenza e la preziosità di una varietà di visioni e culture, che hanno reso grande e generoso l’orizzonte brasiliano.  

Con uno sguardo sempre accesso sulla condizione della sua terra, la poetica artistica di Jonathas de Andrade sembra appellarsi all’attivismo e alla forza del meticciato, negli anni Sessanta decodificata per le arti visive e performative da artisti come Hélio Oiticica. «La mescolanza di fantasia e documentazione […]» – osserva, non a caso, De Andrade – «è un’opportunità: può scuotere la società e invitare il pubblico a formulare le proprie domande». 

Muovendo dal Neoconcretismo brasiliano, fino alla celebrazione dell’astrazione e dell’insostituibile essenza della forma ispirata a Malevich, lo spazio tracciato da de Andrade getta lo spettatore nelle acque di una navigazione per l’arte improntata alla forza ipnotica di luce, movimento e calore latino. 

È la ripetizione di una gestualità collettiva a fare la Terra e il mondo delle genti – come testimonia Jangadeiros e Canoeiros (2025), girato tra il mare di Maceió e il fiume São Francisco. Ed è nella scelta compositiva di Jonathas de Andrade che una ricerca dalla portata sociologica trova i suoi strumenti più luminosi: quelli dell’arte.

Jonathas de Andrade, Ivresse d’une vie de bains de mer (2026) exhibition view, Galleria Continua, Paris Marais. Courtesy of the artist and Galleria Continua. Photo Hafid Lhachmi – ADAGP Paris.  

Articolo di Floriana Savino

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Scritto da Collater.al Contributors

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