Il nuovo intervento di JR a Venezia, Il Gesto, parte da un’immagine iconica – Le nozze di Cana di Paolo Veronese – e la trasporta nel presente. Il capolavoro rinascimentale diventa un dispositivo contemporaneo, capace di raccontare storie reali invece che scene bibliche. Per una settimana, l’opera si estenderà sulla facciata di Palazzo Ca’ da Mosto, dal Canal Grande al Piano Nobile, muovendosi tra spazio pubblico e privato. Prosegue poi all’interno di The Venice Venice Hotel come installazione immersiva.

La scena sostituisce i personaggi biblici con 176 membri del Refettorio Paris; ospiti, volontari, chef. Non simboli, ma persone reali. Il miracolo cambia: non più religioso, ma umano, quando la difficoltà si trasforma in condivisione. Il Refettorio Paris accoglie ogni sera persone fragili come ospiti d’onore, costruendo attorno al cibo un’esperienza culturale. Qui vale una regola chiara: niente fotografie agli ospiti. In Il Gesto compaiono solo coloro che hanno scelto di esserci, mantenendo identità e voce.

Come nei Chronicles, ogni figura è a fuoco, senza gerarchie. L’immagine diventa uno spazio condiviso dove tutte le presenze contano allo stesso modo. Il progetto lega traiettorie diverse: Isola di San Giorgio Maggiore, origine dell’opera di Veronese e teatro di Omelia Contadina, e Parigi, con il Refettorio. In mezzo, il Museo del Louvre, dove oggi è conservato il dipinto.


