La sera del 30 giugno del 1994, la principessa Diana indossò uno degli abiti più iconici e sensazionali mai indossati dalla Lady più amata di sempre, il famoso “Revenge Dress”.

L’occasione fu il tradizionale garden party alla Serpentine Gallery di Londra dove, dopo che il principe Carlo ammise di averla tradita, si presentò da sola e fasciata in uno splendido abito nero in seta della stilista greca Christina Stambolian, accompagnato da una collana di perle e un paio di semplici décolleté nere.
Partendo da questo iconico momento fashion di Lady D, abbiamo deciso di fare un excursus nel guardaroba, incredibilmente attuale, della principessa Diana.

Una donna impegnata, coraggiosa, altruista e anticonformista, Lady Diana, “The People’s Princess” è senza ombra di dubbio un’icona di stile senza tempo e che è fonte di ispirazione ancora oggi.

Quel vestito fu un vero e proprio statement che palesava tutta la sua sicurezza nel bel mezzo del momento più difficile del suo matrimonio con il principe Carlo e da quel momento in poi, per tutti gli anni ’90, Diana ha utilizzato la moda proprio come espressione della sua forte personalità. Nei primi tempi della sua vita mondana, Diana appariva timida e preferiva andare sul sicuro quando si trattava di scegliere cosa indossare in pubblico ma pian piano, dalla fine degli anni ’80 in poi, il suo carattere è venuto fuori in modo forte ed evidente anche attraverso i look da lei sfoggiati e che ispirano tuttora icone del fashion contemporaneo come Hailey Bieber – che l’ha omaggiata in un servizio per Vogue – la quale è stata avvistata spesso con outfit evidentemente ispirati a Lady D.

La principessa Diana è finita sulla copertina di Vogue ben 4 volte, il suo guardaroba è ampio e variegato: dai completi Chanel, agli abiti da sera; dalle tute oversize tipiche dei college ai pantaloni da ciclista abbinati a felpe che oggi invidiamo tutti; dalla famosa varsity jacket dei Philadelphia Eagles – considerata “troppo americana” – ai vestiti che le lasciavano scoperto il collo e le spalle – troppo per i puritani inglesi.

Tra le sue apparizioni pubbliche più iconiche c’è sicuramente quella del 1985 alla Casa Bianca quando ballò con John Travolta e i due vennero immortalati in alcuni scatti diventati iconici. Quel vestito, il “Travolta Dress” – in velluto blu notte e disegnato da Victor Edelstein – fu venduto per l’incredibile cifra di 222.000 sterline.

La sua amicizia con l’ex direttrice di Vogue Anna Harvey, è stata fondamentale nel costruire il suo stile e, a proposito del rapporto con la moda della principessa Diana, la Harvey ha dichiarato: “La moda poteva non essere una priorità, ma lei amava sperimentare. Voleva indossare il British perché sentiva che era qualcosa di positivo che poteva fare per l’industria della moda”.


Una delle donne più fotografate di tutti i tempi e che più era soggetta a qualunque tipo di critica ovviamente non soltanto per il suo poco formale modo di vestire – spesso considerato troppo casual per la Principessa di Galles – ma anche per le sue posizione anti-establishment.

Ma Diana era una filantropa, tanti dei suoi sforzi e dei suoi impegni erano mirati alla sensibilizzazione negli ambiti più disparati e sempre in prima linea nell’impegno sociale, dai malati di AIDS alla lotto contro l’utilizzo delle mine antiuomo, madrina e promotrice di migliaia di eventi di beneficenza come quello in cui mise all’asta da Christie’s a New York, 79 dei suoi abiti e il cui intero ricavato, 5 milioni di sterline, venne donato al Royal Marsden Hospital Cancer Fund e all’AIDS Crisis Trus, evento che si tenne solo 2 mesi prima della sua tragica e prematura scomparsa avvenuta per un incidente stradale il 31 agosto del 1997 sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi.
Un’icona immortale di eleganza, charme e coolness che rimarrà nell’immaginario collettivo di tutti per sempre.

