Maison Valentino ha sempre saputo come vestire un momento. Ora, ci invita a sentirlo. E lo fa attraverso una nuova sinergia tra moda, design e sound culture: L’Atelier Sonore, uno spazio immersivo realizzato insieme al collettivo culturale italiano Terraforma, ha aperto ieri nel flagship di Madison Avenue a New York, trasformando la boutique in un’esperienza sensoriale che vive tra suono e architettura.
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L’Atelier Sonore di Valentino
Niente di tutto questo è un’operazione convenzionale. Il mezzanino della boutique è stato completamente ripensato, diventando una sorta di salotto d’ascolto, intimo e scenografico. L’estetica è quella fluida e decadente immaginata da Alessandro Michele, nuovo direttore creativo della maison: drappeggi di tessuti che cadono come sipari teatrali, tocchi vintage e una palette sensuale che fonde glamour e contemplazione.

Il cuore pulsante dello spazio è il design. Gli arredi – tra cui una console artigianale, un sistema audio su misura e sedute modulari rivestite di velluto – sono frutto della collaborazione con l’architetto Francesco Lupia, che ha saputo tradurre il linguaggio visivo di Valentino in un luogo che si ascolta prima ancora di essere visto. Ogni dettaglio, dalle finiture materiche alla disposizione fluida degli elementi, contribuisce a creare un ambiente che accoglie, ispira e rallenta.
La curatela sonora, affidata a Giorgio Di Salvo, è un omaggio alla golden age delle listening rooms, reinterpretata con il savoir-faire sartoriale di Valentino. Il risultato è uno spazio meditativo dove il design incontra il ritmo, dove l’eleganza si misura nei decibel e dove il tempo si dilata, sospeso tra una traccia e l’altra.

Per l’inaugurazione, L’Atelier Sonore ospita un programma live di 10 ore con set tratti dalle collezioni di vinili di artisti radicali come Laraaji, Laurel Halo, Veronica Vasicka, Physical Therapy, tra gli altri. Le sessioni, intime per natura, sono pensate per celebrare non solo la musica ma anche gli interstizi – i silenzi, le pause, i racconti tra un disco e l’altro.
Lo spazio resterà aperto ogni giorno fino ad agosto, con una selezione rotante di dischi curati e performance occasionali in collaborazione con amici della maison. In un’epoca in cui tutto è troppo veloce, L’Atelier Sonore è un invito a fermarsi. Un tempio soft dove il design incontra la spiritualità del suono.
