Virgil Abloh e Louis Vuitton hanno presentato la collezione uomo Primavera/Estate 2022 con un vero e proprio film.
Diretto dal regista Mahfuz Sultan, il film si intitola Amen Break, che è anche il nome di un preciso assolo di batteria composto da quattro battute che ha cambiato in maniera decisiva la musica del ventesimo secolo diventando la base dell’hip hop e del Jungle.
Il film riflette su un momento storico dell’arte e della cultura nera, quando l’hip hop e la musica elettronica vennero generate dalla stessa scintilla per poi propagarsi in tutto il mondo.
La musica è certamente una parte fondamentale del film, l’incipit consiste in un monologo che accompagna i modelli che camminano e ballano in una sorta di deserto per poi svanire all’interno di quello che sembra un portale, per riapparire in un mondo freddo e all’apparenza distopico dominato dalle betulle. Catarsi, simbologie e metafore sembrano essere le parole chiave per interpretare il film.
Virgil e Mahfuz costruiscono una realtà che sa di sogno ma che rappresenta un’interpretazione della vita di Lupe Fiasco, rapper originario del Southside di Chicago, cresciuto in un quartiere difficile tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80.
Il papà di Lupe Fiasco era un batterista e un membro del Black Panther Party, che si impegnò per dare un’alternativa valida alla strada a quei ragazzi che un’alternativa sembravano non poterla nemmeno sognare, così organizzo corsi aperti a tutti di arti marziali salvando moltissimi giovani del quartiere e ha aiutato il figlio a trasmettere valori come la pace, la comprensione e la responsabilità alle nuove generazioni.
Amen Break è la storia “di un padre e un figlio uniti da una perdita, che attraversano un mondo onirico per consegnare un messaggio”.
Sulle note di “Dassai Menace” di Goldie, interprete del film insieme a GZA, Saul Williams, Issa Perica, Kandis Williams e tanti altri talent, possiamo dare uno sguardo ai veri protagonisti, gli abiti.
I maglioni, i pantaloni, le giacche, i capispalla vengono reinventati nell’utilizzo, formale ed essenziale si mischiano ma le forme restano immediatamente riconoscibili.
Nero, rosso, verde e blu elettrico sono i colori dominanti, la vivacità si miscela con il color block e il damier in bianco e nero, il logo LV ricopre i giubbotti in PVC.
Le giacche sartoriali vengono abbellite da cinture in vita, alle gonne a piega vengono abbinate ai maglioni mentre sui trench troviamo gilet a contrasto.
Tra le altre cose, non è passata inosservata – per usare un eufemismo – la collaborazione tra Louis Vuitton e Nike con una serie di Air Force 1 contaminate dagli stilemi tipici della maison francese omaggiando però la cultura hip hop che lo ha formato; le Air Force 1 rappresentano, sin dalla loro prima release del 1982 uno statement della cultura hip hop e della street culture americana e non solo. Virgil ha anche postato sul suo profilo Instagram il processo creativo dietro a tutto questo.
La sostenibilità è un altro tema fondamentale della collezione: molta importanza è stata data ai materiali utilizzati per gli abiti e per gli accessori come le borse in tela lavata ottenuta da cantone certificato.
Questa collezione aiuta a sostenere i progetti dell’UNICEF in Ghana in collaborazione con Louis Vuitton for UNICEF, che ha lanciato Generation Unlimited, un programma basato sulla promozione dell’imprenditoria locale e sulla valorizzazione e cura dei giovani ghanesi.
Qui di seguito potete vedere il film Amen Break di Mahfuz Sultan che ci presenta la collezione uomo Spring/Summer 2022 di Louis Vuitton.
