Design Graffito di Luce: l’installazione di Luca Trazzi alla MDW
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Graffito di Luce: l’installazione di Luca Trazzi alla MDW

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Anna Frattini

Per la Milano Design Week 2025, il chiostro piccolo e la Sacrestia di Santa Maria delle Grazie si accendono con una nuova luce grazie all’installazione Graffito di Luce, progetto firmato dall’architetto Luca Trazzi in collaborazione con F.A.N. Europe Lighting. Noi lo abbiamo intervistato ma in questo articolo troverete tutte le specifiche relative all’installazione, un progetto che ci ha profondamente colpiti e che apre uno spazio mai mostrato prima per la Design Week.

Il punto di partenza è un dettaglio nascosto e quasi dimenticato: un graffito decorativo murario raffigurante piccoli fiori, inciso nell’intonaco del chiostro. Da qui nasce un’interpretazione contemporanea che, attraverso la luce, reimmagina lo spazio rinascimentale progettato da Donato Bramante tra il 1492 e il 1497.

L’installazione si compone di otto lampade a raggiera, leggere e dorate, che tracciano percorsi luminosi nei diversi ambienti: circolari sotto i portici, stellati nel giardino, lineari nella sacrestia. Il risultato è una mappa di geometrie visive e vibrazioni luminose che trasformano gli spazi in luoghi da osservare e attraversare con lentezza.

Nel cuore del chiostro, una fontana antica si trasforma nel fulcro dell’intervento. Dal centro della vasca si eleva una colonna di luce che si apre a ombrello, evocando un albero della vita o una sorgente. Una forma che si fonde con l’architettura e dialoga con la vegetazione, le colonne e le ombre serali, disegnando un paesaggio visivo e poetico.

Nonostante i riferimenti simbolici alla figura dell’otto – ricorrente nella disposizione delle lampade e omaggio al linguaggio matematico e proporzionale di Bramante – il progetto di Trazzi non si impone mai come dichiarazione spirituale. È piuttosto un gesto estetico, una carezza luminosa che valorizza, con rispetto e leggerezza, la struttura esistente.

Graffito di Luce è la naturale evoluzione del lavoro che l’architetto ha già compiuto per Santa Maria delle Grazie, avendo progettato in precedenza l’illuminazione esterna dell’edificio. Qui però, il tono si fa più intimo e giocoso, mantenendo una delicatezza formale che esalta la storia senza irrigidirla, trasformando ogni passo in un piccolo momento di scoperta.

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Scritto da Anna Frattini

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