Quando guardo le opere di Mark Ryden, penso subito all’infanzia, così innocente e così perversa, proprio come le fanciulle raffigurate da questo straordinario artista pop-surrealista americano.

Come un alchimista, nel suo laboratorio (una casa sommersa da una collezione di gingilli, ciondoli, scheletri, statue, quadri e giocattoli antichi), Ryden miscela simboli culturali e religiosi ad altri carnali e dissacratori.
Prende spunto dallimmaginario iconografico delle fiabe, ma ne stravolge il significato iniziale. Crea uno stile visivo in cui ambiguità, promiscuità e senso del macabro si fondono.
In surreali scenari lucubri e grigi, con soggetti misteriosi (come il bianconiglio o Abraham Lincoln), si muovono fanciulle color pastello dal volto di Christina Ricci.












