Prendere un oggetto legato al mondo dello sport o dei Pokémon e applicarlo all’arte contemporanea è esattamente l’idea alla base delle carte da collezione lanciate da Contemporary100, la piattaforma fondata da Coby Katz, dedicate a cento artisti internazionali.
Il meccanismo è quello che conosciamo bene fin da quando siamo bambini, aggiornato per un pubblico di collezionisti d’arte. Ogni pacchetto contiene dieci carte selezionate in modo casuale, nove Base Card e una Foil Card garantita, con la possibilità, remota ma reale, di trovare una Artist-Signed Card, pezzo unico firmato a mano dall’artista. I prezzi seguono la logica del mercato collezionistico più che quella del mercato dell’arte, si parte da 49,99 dollari per un singolo pacchetto, si sale a 129,99 per tre, fino a 399,99 per dieci.


Tra i cento nomi coinvolti nel set di lancio ci sono Daniel Arsham, Felipe Pantone, Hebru Brantley, Vhils, Stickymonger, Josh Sperling, Tyrrell Winston, Joshua Vides, Gina Beavers, Ludovic Nkoth, Johnson Tsang, Brooke DiDonato e Joseph Lee, una lista che attraversa pittura, fotografia, scultura, installazione, arte digitale e interventi nello spazio pubblico. Non è la prima volta che un artista si presta al formato trading card, ma è la prima volta che qualcuno prova a mettere insieme cento nomi dentro un unico ecosistema collezionabile.
Il punto, per Katz, non è tanto il collezionismo in sé quanto l’accesso. L’arte contemporanea è sempre stata venduta come qualcosa di scarso e costoso, riservato a chi può permettersi i costi di oggi. Le trading card ribaltano la logica, un’opera diventa un oggetto tascabile, scambiabile, posseduto per pochi dollari invece che per migliaia. È lo stesso meccanismo che ha reso i giocatori di basket o i personaggi Pokémon familiari a chiunque, applicato a un sistema, quello dell’arte, che ha sempre fatto della scarsità il proprio valore.
Forse non bisogna chiedersi se Contemporary100 stia banalizzando l’arte, ma se l’arte, per arrivare davvero a nuovi pubblici, debba passare anche da qui, da un formato che i più giovani conoscono a memoria.













