La Mars Yard Overshoe di Tom Sachs x NikeCraft

L’artista Tom Sachs, conosciuto prevalentemente per le sue rielaborazioni di note icone moderne e per le sue serie di film disponibili su YouTube, torna a far parlare di sè in occasione dell’uscita del suo ultimo film: Paradox Bullet. Seguito della serie 10 Bullets, il codice di comandamenti secondo cui lui e i collaboratori del suo studio vivono e muoiono, il nuovo film racconta di un uomo che perde le sue chiavi nel deserto del Mojave mentre cerca di portare a termine un’importante consegna. Paradox fa riferimento alla contraddizione, alla complessità delle regole e alla fedeltà verso di esse. Non mancano contraddizioni del tipo “Fa prima la cosa più facile. Fa prima la cosa più difficile” o “Non perdere mai la testa. Le virtù di chi perde la testa”.

Il paradosso sta nella rigidità associata alle regole: più rigide sono le regole secondo cui viviamo, meno le probabilità che funzionino in situazioni diverse.

La funzionalità infatti sembra essere una delle maggiori costanti nel lavoro di Sachs e viene applicata anche nel suo ultimo progetto con Nike: le Mars Yard Overshoe, in release da Dover Street Market questo giovedì, in occasione della premiere del suo ultimo film al Frieze Festival di Londra.

La Mars Yard Overshoe di Tom Sachs x NikeCraft | Collater.al 2

La collaborazione di Sachs con Matt Parker (CEO di Nike) inizia circa dieci anni fa ed è sancita da una sfida. Dopo aver ricevuto le critiche di Sachs riguardo la tenuta e resistenza delle scarpe Nike in un’intervista per Interview Magazine, Nike gli propone una sfida, spronandolo a fare di meglio. I termini e condizioni della collaborazione erano quelli di realizzare qualcosa che nessuno dei due avrebbe potuto fare senza l’altro e questa regola resta ancora di grande valenza.

Quello che uscirà è il terzo stato evolutivo di un prodotto inizialmente lanciato nel 2012, la Mars Yard Shoe, aggiornata nei materiali cinque anni dopo con il release della Mars Yard Shoe 2.0. Nella filosofia di Sachs, un lavoro non è mai finito, tutto può essere sfoderato, reinventato e migliorato. La prima Mars Yard Shoe non ha soddisfatto le sue aspettative e nel secondo modello sono stati aggiornati i materiali, da Vectran a Poliestere.

La Mars Yard Overshoe è un’estensione di questo processo. La scarpa è fatta per camminare sulle strade fredde e bagnate di NYC durante il mese di marzo, o sulla luna ghiacciata di Giove Europa, come dichiara il designer.

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Se il processo creativo-distruttivo di Sachs, che dopo aver creato qualunque delle sue opere la mette sotto test alle più svariate condizioni, gode del vantaggio di poter realizzare una cosa alla volta, lo stesso non può dirsi per Nike, orientato verso produzioni più ampie e veloci. Quello che l’artista ha appreso da questa collaborazione è un nuovo metodo di lavoro e quello che le due parti hanno in comune non è il valore del prodotto finale ma il percorso per arrivare ad esso: fare e lavorare.

“La ricompensa per un buon lavoro è più lavoro” (Tom Sachs).

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Testo di: Enrica Miller

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