Design Chi l’ha detto che il portasapone deve essere noioso?
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Chi l’ha detto che il portasapone deve essere noioso?

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Anna Frattini

Il portasapone OBA nasce da due forme archetipiche: la sfera e il cubo. E nell’esecuzione, le riduce all’osso fino a farle diventare oggetti quotidiani. Il designer Matias Moellenbach costruisce una collezione di saponi scultorei che vive esattamente su questo confine, dove la geometria pura incontra il rituale domestico.

La sfera e il cubo – i pezzi che compongono questo oggetto di design – vanno oltre la mera estetica: sono volumi da toccare, ruotare tra le mani, consumare lentamente. La palette è composta da tonalità traslucide e leggere, capaci di catturare la luce e restituirla con discrezione. Non c’è eccesso, non c’è decorazione superflua: solo materia, colore e proporzione. È qui che si percepisce l’idea di lusso silenzioso che attraversa l’intero progetto.

Realizzati con ingredienti naturali e profumazioni pensate ad hoc per questa collezione, i saponi e i portasaponi di OBA mettono sullo stesso piano estetica e funzione. La geometria non è mai un limite, ma una struttura che organizza l’esperienza. Il cubo diventa stabilità, radicamento; la sfera suggerisce continuità, movimento. Insieme raccontano un equilibrio tra natura e artificio, tra materia grezza e gesto progettuale.

OBA è un piccolo sistema domestico che riesce a elevare l’estetica di qualsiasi ambiente. E la sua forza sta proprio nel poter diventare un dispositivo di calma sensoriale. È in questa tensione controllata tra design minimale e dimensione intima che il lavoro di Matias Moellenbach trova la sua forza: riportare la purezza delle forme primarie dentro la routine.

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Scritto da Anna Frattini

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