La maggior parte degli artisti dipinge, scolpisce o racconta ciò che vede.
L’artista Melissa McCracken lo fa con ciò che ascolta, il suo dono, infatti, è quello di riuscire a rielaborare la musica sotto forma di colore.
La sua è una condizione neurologica chiamata sinestesia, che colpisce solamente il 4% della popolazione, e permette di associare una musica ad un colore in modo molto più istintivo e spontaneo.
Melissa, che ha scoperto di essere diversa dagli altri per caso a soli 16 anni, ha deciso di sfruttare questa sua condizione e trasformarla in un mestiere perché i colori, che vede senza alcuno sforzo o pensiero, sono parte fondamentale della sua vita.
Non è difficile per lei individuarli, non deve chiudere gli occhi, non si deve concentrare, non vive la loro presenza come fossero parte di un’allucinazione, per lei è tutto normale.
Ascolta delle canzoni e le trasforma in dei quadri astratti seguendo solo ma musica e i suoi colori.
Si diverte di più con la musica funk, quella che nasconde al suo interno più sfumature e forza per via dei diversi strumenti, melodie e ritmi che danno ai suoi quadri colori molto saturi.
Raramente dipinge la musica acustica, troppo piatta per via del singolo strumento e della singola voce che la compone, e non dipinge mai canzone country perché ciò che le caratterizza è il colore marrone, la sente muta.
Così di Julia di John Lennon, Life on Mars di David Bowie, di Joy in Repetition di Prince e di tanti altri, ora conosciamo anche i colori che solitamente restano nascosti.












