Design Milano è sempre Milano, anche in passerella
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Milano è sempre Milano, anche in passerella

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Anna Frattini

Durante la Milano Fashion Week appena conclusa abbiamo visto più di qualche traccia di design entrare nel linguaggio della moda, trasformando la passerella in un’esperienza capace di riflettere un altro lato dello spirito della città meneghina. Insomma, l’altro motivo per cui è famosa – il design. Le sfilate della MFW – per fortuna – rimangono saldamente ancorate all’idea di non voler soltanto raccontare abiti o corpi in movimento, ma di fungere a veri e propri spazi narrativi in cui ogni dettaglio concorre a creare un immaginario.

Quest’anno alcune delle collaborazioni più interessanti hanno visto protagonisti grandi nomi del design al fianco delle maison. 6:AM Glassworks ha firmato per Bottega Veneta installazioni capaci di riflettere (letteralmente) la materia e l’eleganza del brand; Marc Newson ha portato la sua ricerca formale dentro il mondo di Fendi; mentre OMA, lo studio fondato da Rem Koolhaas, ha costruito per Prada un ambiente che supera il concetto di scenografia con pavimenti caramel orange che riprendono il color blocking che ha dominato la sfilata.

 
 
 
 
 
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Dalla pedana su cui sfilano i modelli fino alle sedute destinate al pubblico, ogni elemento è pensato per restituire una visione più ampia, in cui moda e design non si sovrappongono in maniera forzata, ma si rispondono, risuonano. È in questo dialogo che si rivela la forza della Fashion Week: non solo un calendario di sfilate, ma un laboratorio in cui discipline diverse si intrecciano per dare forma a una narrazione condivisa.

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Scritto da Anna Frattini

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