JAY-Z, Roc Nation e Moncler tornano a lavorare insieme

JAY-Z, Roc Nation e Moncler tornano a lavorare insieme

Anna Frattini · 1 mese fa · Style

Moncler Genius presenta la nuova collezione disegnata da JAY-Z in collaborazione Roc Nation. Una collaborazione d’eccezione che supera i confini della moda per sfociare nel mondo dell’arte, della musica ma anche del design, dell’intrattenimento e dello sport. Creatività senza limiti, queste le parole chiave di questa partnership. Esperienza e ambizione racchiuse in una collezione manifesto che veicola un messaggio ben preciso: Genius is everywhere.

moncler jay-z

La collezione

La campagna presenta quindi la collezione Moncler x Roc Nation designer by Jay-Z pensandola come un insieme di elementi modulari: una serie di capi che posso essere combinati per creare style differenti, un po’ come nelle musica quando si alternano melodie e armonie diverse. Bianco, cachi e nero intervallati da dettagli in un brillante arancione. Una rivisitazione in chiave newyorkese in grado di dar vita a capi unici nel loro genere come nel caso del piumino verde dollaro con stampa coccodrillo. I capi reversibili, invece, non sono altro che un invito alla libertà e alla creatività; i dettagli sono studiati in maniera ricercata, a partire dal nuovo logo ricamato a mano e ispirato alla montagna. Divertentissima la scritta “It’s not rocket science” impreziosita da cristalli applicati sul retro della giacca. Molto New York.

moncler jay-z

Genius is everywhere

L’intenzione di JAY-Z in questa occasione è quella di portare avanti lo stesso messaggio di The Art of All – continuando a credere nell’importanza di ispirare le persone usando la propria voce – raccontando una storia potente e pensata come un vero e proprio manifesto cinematografico. La colonna sonora, tratta da The Book of Clarence e al tempo prodotta da JAY-Z è accompagnata dalla voce narrante dell’artista SAINt Jhn. Il film, diretto da Páraic e Kevin McGloughlin, mostra l’idea dietro a Genius grazie alla connessione visiva tra la scalata di una montagna e quella di un paesaggio urbano, mostrando gli scatti mozzafiato di New York realizzati dal rapper americano da Roc Nation.

«Le pareti rocciose delle montagne si fondono con i grattacieli della città, i tunnel di ghiaccio con le scale mobili della metropolitana, le catene montuose con i grattacieli, in un collage di scatti realizzati a Brooklyn – quartiere in cui è cresciuto JAY-Z – e di Manhattan, sede di Roc Nation, per enfatizzare il messaggio che Genius si può trovare in ogni luogo» viene descritto così il film nel comunicato stampa che accompagna il lancio di Genius is everywhere.

Cos’è Roc Nation?

Roc Nation è una «full-service entertainment company, inclusive of artist and athlete management, label, publishing, touring, film/TV and new ventures» è non è la prima volta che lavora con Moncler. Inizia tutto nel febbraio 2023 durante la London Fashion Week con l’evento The Art of Genius; una vera e propria esperienza immersiva al lavoro per trasformare l’universo delle collaborazioni in ambito moda di Moncler Genius arrivando a creare una piattaforma di co-creazione che coinvolge molteplici sfere creative. Al tempo, l’installazione The Art of All fu un successo e oggi siamo qui per raccontare il secondo capitolo di questa collaborazione.

La collezione Moncler x Roc Nation designed by JAY-Z sarà disponibile dal 24 gennaio in boutique Moncler selezionate e su moncler.com.

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L’interiorità di Mariella Bettineschi in Triennale

L’interiorità di Mariella Bettineschi in Triennale

Anna Frattini · 4 giorni fa · Art

Fino al 24 marzo 2024 sarà possibile visitare Mariella Bettineschi. All in One, la mostra che ripercorre quattro gruppi di lavori realizzati dall’artista bresciana fra il 1980 e il 2023. Un vero e proprio viaggio che attraversa alcune stagioni della carriera dell’artista che non può essere racchiusa in una definizione lineare. La mostra, sponsorizzata da Dior e da partner istituzionali quali Lavazza Group e Salone del Mobile.

Mariella Bettineschi, Morbido

La poetica di Mariella Bettineschi si rifà alla capacità di sperimentazione e sul linguaggio piuttosto che sul proprio corpo o di altre donne. L’osservatore viene condotto verso riflessioni sulla storia dell’arte e sul ruolo della donna attraverso scultura, pittura e fotografia. Morbidi e Piumari sono alcune delle serie esposte al secondo piano della Triennale, organze imbottite di bambagia o di piume, decorate con parole di oro colato o trapunta in ciniglia, filo di nylon o metallo e perline. I Tesori, invece, sono carte da lucido che diventano materiche attraverso un percorso specifico di catramina, acquaragia e strati di colature di pigmenti dorati a caldo. C’è anche L’era successiva, una serie che Bettineschi inizia nel 2008 contestualmente alla sperimentazione con lo sdoppiamento fotografico di nature, biblioteche e ritratti femminili. È questo il momento in cui l’artista sposta l’attenzione dal presente per dedicarsi al futuro. Il tema di questa serie rimane la sovversione del tempo passando per lo scivolamento di una dimensione atemporale in cui «non ci sono relazioni tra i viventi perché tutto è fenomenologico ed eterno» come si legge nel testo curatoriale scritto da Paola Ugolini.

Le immagini di Mariella Bettineschi sono in bilico fra realtà e mondi immaginati, lontane dalla corporalità, del tutto bandita dalla sua ricerca formale. Si rivolge tutto verso l’interiorità e questo slittamento di percezione non è altro che quello che contraddistingue l’artista. Lo sguardo di Bia de’ Medici del Bronzino – attraverso l’intervento di Bettineschi – viene riattualizzato e decontestualizzato, per esempio. Il tutto catturando la nostra attenzione e facendoci interrogare sull’idea che abbiamo della donna oggi, a distanza di secoli rispetto a Raffaello, Leonardo, Tiziano, Veronese e lo stesso Bronzino.

L’interiorità di Mariella Bettineschi in Triennale
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L’interiorità di Mariella Bettineschi in Triennale
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Rong Bao va oltre i confini dell’accettabile

Rong Bao va oltre i confini dell’accettabile

Giorgia Massari · 4 giorni fa · Art

Ridere dell’assurdità della vita, questo è l’invito che l’artista cinese Rong Bao fa ai visitatori della sua mostra di debutto da Saatchi Gallery. La prima artista cinese che la rinomata galleria londinese ospita, nonché vincitrice del premio COLAB della Royal College of Art / Yorkshire Sculpture Park 2023. Con il titolo Rong Bao Is Me, l’ironia è già anticipata. Dando un’occhiata al suo account Instagram, in particolare ai video delle sue opere, è evidente l’aspetto giocoso che Bao ricerca. Le sue opere gonfiabili, come quelle in mostra alla Saatchi fino al 31 marzo, sono l’esempio perfetto. Pensiamo a “Floating” o “The Enigma”, con una forte estetica colorata e in costante movimento, le due sculture su larga scala vogliono riflettere sulla complessità e diversità della vita, prendendo in giro l’assurdo tentativo di mettere ordine nella società.

Al centro del lavoro di Rong Bao c’è l’interazione, in particolare la mostra Rong Bao Is Me vuol essere «un parco giochi di gesti», si legge sul sito di Saatchi Gallery, che invita gli spettatori a entrare in contatto «con i loro lati maliziosi e a partecipare a un mondo che si spinge oltre i confini dell’accettabilità». L’aspetto interattivo è sì giocoso ma allo stesso tempo è provocatorio, con la chiara intenzione di sfidare lo spettatore a ragionare sulla percezione del mondo che lo circonda. Andare oltre l’accettabile significa per Rong Bao ricerare l’elemento deviante, che possa defamiliarizzare il pubblico. Un elemento quotidiano è ora privato dei suoi elementi caratterizzanti, sovvertito e svuotato di senso, portando il visitatore a compiere gesti – nei confronti delle opere – futili e insensati, così da mettere in discussione i preconcetti e l’ordine imposto dalla società.

Courtesy Saatchi Gallery & Rong Bao

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Rong Bao va oltre i confini dell’accettabile
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Nika Sandler parla fuori dai denti

Nika Sandler parla fuori dai denti

Giorgia Massari · 5 giorni fa · Art

«In questa serie esploro i denti come testimonianza dell’esperienza umana», ci racconta l’arista Nika Sandler, che basa la sua ricerca sull’indagine dell’elemento perturbante e disgustoso. In questa serie, dal titolo A History of Teeth, la sua intenzione è chiara: approfondire i segreti e i misteri dell’essere umano attraverso una parte del corpo così determinante come i denti. Possono suscitare disgusto, ribrezzo, ma possono essere anche sensuali, incarnando un paradosso estetico. Da un lato l’erotismo, dall’altro la repulsione. Oltre all’aspetto estetico, Sandler va oltre la percezione umana e si addentra in ambito scientifico, studiando i batteri della placca, offrendo uno sguardo alternativo sulla nostra bocca e sulla storia che i nostri denti raccontano. Sandler, nell’esplorare la dualità tra il piacere e il disgustoso, invita gli spettatori a riflettere sul significato più profondo dei denti come portatori di esperienze umane. La sua ricerca spazia dalla fisicità sensoriale alla visione tecnologica, creando uno spazio in cui il corpo diventa una tela ricca di narrazioni.

Courtesy Nika Sandler

Nika Sandler parla fuori dai denti
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Gli scontrini di Jonathan Monk sono arte

Gli scontrini di Jonathan Monk sono arte

Giorgia Massari · 6 giorni fa · Art

L’opera di un artista established può costare meno di cinquanta euro? Sembra impossibile, ma la risposta è sì. Stiamo parlando degli scontrini d’artista dell’artista britannico Jonathan Monk (1969), noto per la sua arte irriverente. Chi conosce Monk sa che la sua è un’arte concettuale, che spesso si appropria e cita in modo ironico elementi del mondo dell’arte contemporanea, per questo la sua serie sugli scontrini non sorprende gli addetti ai lavori. Da un po’ di anni ormai, Monk utilizza come supporto delle sue opere dei veri e propri scontrini e ricevute di pagamento di bar e ristoranti, su cui disegna con diversi stili, citando anche altri artisti, uno dei nostri preferiti è quello in cui omaggia l’artista italiano Alighiero Boetti o anche quello con l’iconica banana di Andy Warhol. Gli aspetti interessanti sono senza dubbio la vendita, che avviene su Instagram, e il prezzo, che corrisponde alla cifra riportata sullo scontrino.

Courtesy Jonathan Monk

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