Desert X ha creato una mostra temporanea nel deserto in Arabia Saudita nella regione di AlUla, visibile fino al 7 marzo.
Quella che prima era una delle principali rotte del commercio dell’incenso, che collegava Europa, Asia e Africa, oggi è un museo a cielo aperto.
Si sono riuniti 14 artisti, popolando il deserto di installazioni interattive, giocando con le forme, i colori e il paesaggio, le condizioni ambientali, il contesto storico delle comunità circostanti e dell’antica oasi.
Le installazioni sono state pensate da curatori sauditi come Raneem Farsi e Aya Alireza con Neville Wakefield – direttore artistico di Desert X.
La mostra è pubblica e gratuita ed è la prima in assoluto nel suo genere in Arabia Saudita.
Le installazioni segnano un momento di trasformazione per il Paese e sono ispirate non solo alla storia ma soprattutto al paesaggio.
Infatti, ripercorrono dolcemente le ondulate forme del deserto, le valli sabbiose e le scogliere, uniformandosi con il panorama circostante, regalando una suggestiva visione del deserto e delle oasi vicine a chi le guarda da vicino.
“Gli artisti sono al centro di tutte le creazioni e le loro opere sono concepite per favorire lo scambio artistico e il dialogo attraverso i continenti“, spiega Raneem Farsi.
L’arte si afferma ancora una volta come mezzo per creare scambi culturali che vadano al di là di ogni confine territoriale, dando la possibilità di esibirsi a quelle comunità come quella saudita, che fino ad oggi non ha goduto di grande visibilità.
Il fine è anche quello di avvicinare sempre più il pubblico saudita al panorama creativo contemporaneo, per creare un futuro più inclusivo anche attraverso l’arte.




