Lo street artist austriaco Nychos, fondatore del Rabbit Eye Movement, divide a metà le icone pop, protagoniste indiscusse delle sue opere, e mostra ciò che le accomuna a noi mortali.
Ossa, budella, sistemi venosi, saliva e tutto ciò che non vorremmo vedere in noi stessi, figuriamoci negli altri.
La perfezione, in termini di bellezza reale o di quella da noi idealizzata, cessa di esistere e personaggi altrimenti intoccabili diventano mostri che non riconosciamo.
Il suo intento, infatti, è proprio quello di mostrare come la nostra volontà di creare degli idoli resti sconfitta di fronte a quella che è la realtà dei fatti.
Miti sì, ma nel profondo, uguali a tutti gli altri.
Miti sì, ma in termini di budella, esattamente come noi.
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