L’artista polacco-thailandese Oh de Laval è affascinata dalle storie. Quelle che le raccontano gli amici, quelle degli sconosciuti, o quelle che si immagina osservando i passanti. Da queste storie nascono le sue opere, irriverenti e sensuali, dipinte con una cruda e diretta onestà. Oh de Val nasce come street artist, per questo fin dagli inizi si firma con uno pseudonimo, inventato e privo di significato, ma che con oggi rimanda al suo stile giocoso ed erotico. La sua arte spopola dapprima su Instagram – nel lontano 2010 -, dove l’artista inizia a pubblicare come se fosse il suo diario personale, senza alcuna descrizione delle opere ma lasciando parlare solo i lavori, che conservano un denso storytelling. Poi il suo lavoro arriva nelle gallerie, passando anche per le grandi maison di moda, con le quali realizza qualche collaborazione, pensiamo a quella con Gucci nel 2020. Alla base del lavoro di Oh de Laval ci sono le interazioni umane, con uno sguardo curioso verso la sfera sessuale, che si focalizza in particolare sulle fantasie e devianze. Per questo il tutto appare talvolta macabro e perturbante, ma sempre con una vena di umorismo che colloca il suo stile in quella sfera a metà tra il piacere e il disgusto.

Non solo dalla realtà. Oh de Laval prende ispirazione anche dai personaggi dei film e, in particolare, ricalca lo stile di vita edonistico di Francis Bacon. Anche la teoria del sociologo Emile Durkheim – secondo cui la devianza è parte integrante della società – è punto focale della sua ricerca. Le scene che l’artista descrive sono sempre ricche di dettagli con un horror vacui che ricorda il Rococò ma con una libertà di espressione tipica delle nuove generazioni. L’erotismo del ventunesimo secolo è messo in primo piano, le donne sono spesso protagoniste, artefici del proprio destino, fino a diventare bellissime carnefici.








Courtesy Oh de Laval