Style Olivia Rubens trasforma gli abiti in organismi viventi
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Olivia Rubens trasforma gli abiti in organismi viventi

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Andrea Tuzio

La giovane designer Olivia Rubens ha collaborato con il concept store London-based Machine-A per una collezione che trasforma gli abiti in veri e propri organismi viventi.

Photosynthesize, questo il nome della collezione, si concentra sulla moralità e sui legami sviluppatisi all’indomani di una pandemia. Rubens esamina le conseguenze impreviste derivanti dall’avidità e dall’ignoranza delle generazioni passate, utilizzando rifiuti e oggetti trovati per caso per mettere insieme una collezione che trova la bellezza in ciò che sembra banale ma che in realtà non lo è affatto. 

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Ispirata al Kintsugi, la collezione è stata realizzata utilizzando lana di alpaca etica, Tencel, lana e lino organici e cotone organico GOTS, mixati con tovaglie di pizzo all’uncinetto vintage, vecchi utensili da cucina in ceramica, bottiglie vuote di shampoo e detergenti per la casa. Ad un esame più attento, si possono vedere i resti delle vite passate di questi materiali riciclati, dai codici a barre agli adesivi delle istruzioni, ognuno fuso in passamanerie modellate a mano.

Laureatasi al London College of Fashion nel 2020 con un MA in Fashion Design Technology Womenswear, la Rubens si ispira alla moda del 18° secolo e all’estetica rococò per creare le sue collezioni. La sua “maglieria positiva” è stata presentata alla Helsinki Fashion Week ed è pensata per essere prevalentemente gender-free. 

Olivia Rubens rappresenta ogni donna che ha lottato per onorare se stessa al massimo, superando ostacoli e ostracismo. Il suo lavoro vuole essere provocatorio, spesso attraverso l’umorismo nero, favorendo conversazioni importanti sul comportamento umano. Questo è il modo in cui la designer affronta anche le sue iniziative di giustizia sociale, lavorando per aiutare donne, bambini e comunità sia in Canada che in Inghilterra.

Per la collezione Photosynthesize, la Rubens ha collaborato anche con il Post Carbon Lab per far sì che i capi vivessero e respirassero così come fanno le piante. I vestiti emettono ossigeno e assorbono l’anidride carbonica esponendoli alla luce solare indiretta e nebulizzandoli in maniera regolare.

A proposito del progetto, Rubens ha dichiarato: “Il nostro obiettivo generale per questo progetto è quello di ridefinire il significato delle nostre relazioni con i nostri indumenti, e di dare alle persone un potere individuale nelle soluzioni del cambiamento climatico. Prendendoci cura di questi abiti fotosintetici così come facciamo con le piante, ed esponendoli in casa come oggetti, speriamo che la natura nutritiva di questa relazione rafforzi i legami tra le persone e i loro vestiti, guardandoli trasformarsi e prosperare nel tempo, mentre catturano il carbonio dall’atmosfera”.

Il fondatore di Machine-A, Stavros Karelis, ha poi aggiunto: “A Machine-A, puntiamo sempre a sostenere e mettere in mostra i designer emergenti che oltre al loro talento creativo, la loro proposta per il futuro della nostra industria è tale da creare nuovi modi di pensare, essere ispirati e apportare un cambiamento positivo. Photosynthesize, un progetto di Olivia con il supporto del Post Carbon Lab, è il risultato scientifico della trasformazione degli indumenti [in] organismi viventi e come li manteniamo in vita nell’ambiente in cui ci troviamo con la nostra cura. È un progetto che allunga la durata della vita di un indumento e ci offre una migliore comprensione della fondamentale relazione circolare tra l’ambiente, noi e i nostri vestiti”.

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Scritto da Andrea Tuzio

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