Style Patrick Carroll non è solo un knitwear designer
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Patrick Carroll non è solo un knitwear designer

Chi è il designer dietro alla t-shirt che Harry Styles indossa nella cover del suo nuovo album
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Anna Frattini

Guardando la copertina del nuovo album di Harry Styles, è un dettaglio ad aver subito attirato la nostra attenzione: la knit t-shirt firmata da Patrick Carroll. Questo pezzo, scelto per la cover di Kiss All the Time. Disco, Occasionally, si presenta come un indumento apparentemente semplice, ma nasconde qualcosa di più.

Come racconta in questa intervista a Vanity Fair, il percorso di Patrick Carroll nasce lontano dalla moda. Nel suo piccolo studio, la maglia non è mai solo un prodotto finito, ma il risultato di un processo lento, quasi meditativo, fatto di prove, errori e intuizioni. La knit t-shirt vista in copertina incarna perfettamente questo approccio: una costruzione essenziale, ma densa di intenzione, dove texture e struttura contano quanto la forma finale.

Non stupisce quindi che, parallelamente al lavoro di knitwear designer e artista, Carroll porti avanti anche una carriera da scrittore. Nei suoi testi tornano spesso temi legati al tempo, alla queerness e alla pop culture, come se scrittura e maglieria fossero due lati dello stesso metodo: osservare, stratificare, lasciare spazio all’imperfezione. Questa doppia pratica dimostra quanto il suo lavoro sia difficile da incasellare, ma anche come – guardandolo da una certa distanza – risulti sorprendentemente coerente.

A scegliere questo pezzo per Harry Styles è stato il suo stylist, Harry Lambert: non una semplice collaborazione, quanto piuttosto l’espressione di un bisogno profondo di realizzare qualcosa di significativo, al di là delle dinamiche del mondo della moda.

<A Lower Deep>, una delle opere firmate da Patrick Carroll in mostra qualche settimana fa alla Bio Gallery di Seoul

Il lavoro di Patrick Carroll resta così volutamente umano, radicato nello spazio intimo del suo studio e in un’idea di moda che non separa mai il fare dal pensare. È proprio in questa somma di dettagli, gesti e parole che si costruisce il suo linguaggio, capace di arrivare fino a una copertina globale senza perdere autenticità.

The Rainbow, un’altra opera in mostra alla Bio Gallery di Seoul
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Scritto da Anna Frattini

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