Style Paul Smith non è solo un fashion designer
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Paul Smith non è solo un fashion designer

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Anna Frattini

Dietro le righe colorate e l’ironia elegante del suo brand, Paul Smith è sempre stato molto più di un designer di moda. La sua carriera, che attraversa oltre cinquant’anni di cultura visiva britannica, è anche la storia di un uomo che ha usato la moda come punto d’incontro tra grafica, musica, arte e quotidianità.

Quando nel 1970 apre il suo primo negozio a Nottingham, Paul non sta solo vendendo vestiti. Il suo spazio è un piccolo laboratorio di idee: un concept store ante litteram dove convivono capi di Kenzo e Margaret Howell, dischi, stampe e oggetti trovati ai mercatini. In un’epoca in cui il minimalismo dominava la moda britannica, Smith mette insieme il colore e l’ironia con la precisione di un designer grafico.

Paul Smith Spring 1978 Menswear Collection

La sua visione nasce proprio lì, nel dialogo tra superfici, immagini e materia. Prima di diventare un nome della moda, Paul Smith era un ragazzo affascinato dal potere visivo della grafica pubblicitaria, dei poster rock e delle copertine dei dischi. Questa attenzione al dettaglio visivo diventa la chiave del suo linguaggio stilistico: la camicia non è più solo un capo d’abbigliamento, ma una tela stampata, un piccolo manifesto pop.

Negli anni Ottanta e Novanta, Smith è tra i primi a sperimentare l’uso della stampa fotografica sui tessuti, creando camicie con pacchetti di semi, mele o piatti di spaghetti. È un modo diretto, ironico e profondamente britannico di parlare di cultura quotidiana, come se la grafica di un packaging o di una locandina potesse diventare un gesto sartoriale. Allo stesso tempo, la sua ossessione per la composizione e il colore lo porta a reinventare anche i codici più classici, come il tweed o le righe: nel 1997 nascono le sue “Signature Stripes”, ormai parte integrante del suo linguaggio visivo, un pattern che vive a metà tra la pittura astratta e la segnaletica stradale.

La cultura visiva di Paul Smith non si ferma alla moda. È un collezionista instancabile di immagini, oggetti e curiosità grafiche: il suo studio di Covent Garden è una sorta di archivio contemporaneo dove le idee nascono dall’accostamento casuale — un biglietto trovato per strada, una cartolina d’epoca, un poster di un concerto. Tutto ciò che comunica qualcosa di visivo diventa potenzialmente parte del suo mondo.

Per David Bowie, Paul Smith ha firmato la copertina di un’edizione limitata dell’album

Forse è proprio questa capacità di muoversi liberamente tra mondi diversi che gli ha permesso di collaborare con realtà apparentemente lontane. Dalle storiche partnership con i Rolling Stones e David Bowie fino alle più recenti con Oakley o Ahluwalia, Smith continua a dimostrare come la moda possa essere una forma di comunicazione visiva universale. Ne è un esempio anche la nuova collaborazione “Paul Smith loves Barbour”, che unisce due icone britanniche in una collezione ispirata alla campagna inglese. Qui la classica giacca cerata Barbour incontra l’immaginario vivace e colorato di Paul Smith, trasformandosi in un simbolo di equilibrio tra heritage e contemporaneità.

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Parallelamente, la Paul Smith Foundation continua a investire sul futuro del design. Attraverso la Fashion Residency presso lo Studio Smithfield di East London, il programma supporta i giovani creativi nella costruzione di un modello di business sostenibile. Il gruppo selezionato per il 2025/26 comprende la designer ucraina Masha Popova, l’indiano Harri, la svedese Petra Fagerström, la cino-americana Joyce Bao, la brasiliana Renata Brenha e lo stilista Eden Tan. Quest’anno la fondazione ha inoltre avviato una collaborazione con il Council of Fashion Designers of America (CFDA) per accogliere, per la prima volta, un designer statunitense all’interno del programma.

Lo spirito di curiosità e dialogo che da sempre anima Paul Smith continua a estendersi anche oltre la moda. Al Japan Mobility Show 2025 verrà presentato il nuovo capitolo della sua collaborazione con MINI, un progetto che unisce l’innovazione automobilistica del BMW Group con l’estetica ironica e ottimista del designer britannico. L’anteprima sarà svelata durante il BMW Group Keynote il 29 ottobre 2025 (ore 09:55 JST) al padiglione della West Exhibition Hall, confermando ancora una volta come Paul Smith riesca a trovare il suo linguaggio ovunque ci sia spazio per un’idea da ridisegnare.

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Scritto da Anna Frattini

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