I personaggi di Friends diventano delle Barbie

I personaggi di Friends diventano delle Barbie

Giulia Guido · 4 settimane fa · Design

Quando, noi amanti delle serie tv, scopriamo progetti che mixano i nostri show preferiti con altri mondi non potremmo essere più felici. Tra i nomi da tenere d’occhio c’è TheToyZone, un sito dedicato alle recensioni di giocattoli che, di tanto in tanto, si diverte a realizzare dei progetti in cui rivisitano personaggi o location di serie e film.
Con il loro ultimo progetto, i creativi di TheToyZone sono andati a scomodare la serie comedy per eccellenza, Friends.

Per tutte le 10 stagioni abbiamo seguito i sei amici più famosi della tv passarne di cotte e di crude, dando vita a situazioni quotidiane al limite del ridicolo che ancora oggi riescono a strapparci una risata. 

TheToyZone ha scelto sei scene in particolare e le ha trasformate in altrettanti set ispirati alla Barbie. Presentati nelle classiche scatole di cartone e dotati di accessori iconici, i personaggi di Friends in versione Barbie sono il giocattolo di cui non sapevamo di avere bisogno. Per i set rimangono un progetto digitale, ma non si sa mai che prima o poi qualcuno lo trasformi in realtà. 

The One Where No One’s Ready – S3 Ep2 

The One With All The Wedding Dresses – S4 Ep20 

The One With All The ThanksgivingsS5 Ep8

The One With All The Resolutions – S5 Ep11 

The One With Joey’s Porsche – S6 Ep5 

The One With The Holiday Armadillo – S7 Ep10 

I personaggi di Friends diventano delle Barbie
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All for the gram – Carpet Sample

All for the gram – Carpet Sample

Andrea Tuzio · 4 settimane fa · Design

L’arte va oltre il semplice “vedere” basta voler e saper osservare, perché l’arte è dappertutto anche nei tappeti.
È quello che tacitamente afferma l’account Instagram @carpet_sample, una selezione di grafiche e fantasie osservate da molto vicino, tratte direttamente da tappeti, moquette e scendiletto. 
La selezione è curata dal fotografo Kasimir Pillé e prende in considerazione ogni qualsivoglia tipologia di tappeto esistente.
Si passa dai classici e tradizionali persiani a quelli caratterizzati da forme geometriche molto semplici, da quelli pelosi e monocolore a quelli più bizzarri e particolari.
Una ricerca peculiare e ironica ma allo stesso tempo punta, come dicevamo all’inizio, a osservare ciò che ci circonda con un occhio più attento alla bellezza nascosta nelle pieghe della nostra quotidianità. 

 
 
 
 
 
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MSI e Hiroshi Fujiwara, gaming e street culture si incontrano

MSI e Hiroshi Fujiwara, gaming e street culture si incontrano

Andrea Tuzio · 4 settimane fa · Design

MSI e Hiroshi Fujiwara hanno presentato la release di un nuovo progetto che fonde gaming e street culture, il laptop della multinazionale di Taiwan, “Creator Z16 Hiroshi Fujiwara”.

Un prodotto innovativo che si pone l’obiettivo di andare incontro alle esigenze delle nuove generazioni di gamer e che sposi prestazioni ed estetica. MSI rintende ridefinire i confini tra gamer, creator e streetwear addict, aprendo di fatto a un’infinita combo di contaminazioni che influenzeranno il lifestyle dei giovani di tutto il mondo.

Questa limited edition realizzata in collaborazione con la leggenda dello streetwear Hiroshi Fujiwara, non è soltanto pensato per il gaming ma anche per tutti quei creator che fanno della trasversalità una prerogativa ormai essenziale, passando ad esempio dalla produzione video a quella dell’audio editing in pochi minuti. 

Un design essenziale e minimal arricchito dal logo del fulmine, simbolo di fragment, brand crossmediale fondato proprio da Fujiwara.

Con un display 16” QHD+ MiniLED, HDR 1000 a 165Hz e chip Intel® HM570, combinato a una scheda grafica NVIDIA® GeForce RTX™ con un Boost Clock fino a 1357MHz, Creator Z16 Hiroshi Fujiwara è una fusione di potenza e stile.

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Il Guggenheim di Abu Dhabi di Frank Gehry aprirà nel 2026

Il Guggenheim di Abu Dhabi di Frank Gehry aprirà nel 2026

Giulia Guido · 3 settimane fa · Design

Sono ufficialmente cominciati i lavori del Guggenheim di Abu Dhabi che sorgerà sull’isola Saadiyat nel Golfo Persico, famosa per ospitare alcuni dei più moderni edifici della città. Il museo verrà costruito esattamente di fianco al già famoso Louvre di Abu Dhabi, andando a formare una sorta di quartiere museale. 

Il progetto è stato affidato a Frank Gehry nel lontano 2006. Da allora i lavori hanno subìto slittamenti e riprogrammazioni, finché qualche giorno fa, durante una conferenza, il direttore del Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation Richard Armstrong non ha confermato che i lavori cominceranno a breve e che l’inaugurazione del museo avverrà nel 2026

L’edificio si svilupperà su quattro livelli differenti collegati da ponti in vetro e gli spazi occuperanno un’area di circa 30.000 metri quadrati con un totale di 13.ooo metri quadrati di spazio espositivo. Il progetto prevede differenti blocchi di gesso intervallati da undici strutture a forma di cono caratterizzati da superfici riflettenti. 

Questa divisione degli spazi permetterà ai curatori di organizzare diverse mostre, divise tra le varie gallerie formate dalle strutture a cono, ma anche di utilizzare le diverse aree come un centro educativo e un teatro con una capienza di 350 posti dove poter organizzare conferenze, proiezioni, performance e spettacoli.

Il Guggenheim di Abu Dhabi di Frank Gehry rispecchia in tutto il suo splendore il mood della città e lo stile del famoso architetto. 

Guggenheim di Abu Dhabi
Il Guggenheim di Abu Dhabi di Frank Gehry aprirà nel 2026
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Il Guggenheim di Abu Dhabi di Frank Gehry aprirà nel 2026
Il Guggenheim di Abu Dhabi di Frank Gehry aprirà nel 2026
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I corpi da indossare di Daisy Collingridje

I corpi da indossare di Daisy Collingridje

Collater.al Contributors · 3 settimane fa · Art, Design

Nella maggior parte dei casi l’arte non si può toccare. Esiste un limite invalicabile tra noi e l’opera, non entriamo mai effettivamente in contatto con essa. Le sculture di Daisy Collingridje sono un’eccezione. 

Daisy Collingridje

Opere da indossare, corpi in tessuto che tentano chi osserva con la morbidezza e la dolcezza delle forme: gli Squishies sono arte da toccare con mano. L’artista descrive affettuosamente così le sue sculture in jersey e ovatta, strati di trapunte assemblate dall’istinto creativo guidato dai materiali.

daisy collingridje

Nei suoi lavori il tessuto diventa una seconda pelle, mentre delle forme inimitabili celebrano la carne e il movimento dei corpi. Daisy ha iniziato a muovere i suoi primi passi in un mondo al confine tra artigianato e moda, finché non ha visto il primo capo prendere vita e “ballare come se nessuno stesse guardando”. 

Gli Squishies non affermano o negano nessun tipo ideale di corpo, sono la rappresentazione dell’incredibile meccanismo di tutti i corpi. “Siamo tutti costituiti dagli stessi elementi base – afferma l’artista – ma rimaniamo individui unici“, proprio come i suoi lavori. Ognuno con la propria personalità e col proprio carattere, che Daisy riconosce a partire dal capo, da dove inizia a scolpirli.

Irresistibili al tatto, morbidi e caldi, i corpi in tessuto di Daisy Collingridje non durano per sempre, proprio come quelli veri sono soggetti al tempo, al movimento e all’usura. Con linee morbide e una palette colori calda l’artista trasforma l’anatomia umana in mezzo d’espressione, la diversità in gioia e arte. 

Un modo di scolpire nuovo che prende spunto dalle opere pastello di Paolo Puck, con cui l’artista condivide l’equilibrio cromatico rassicurante, il senso di familiarità e disagio. Procedendo per semplificazione, come nei dipinti figurativi di Caroline Coon in cui la muscolatura diventa un tratto espressivo. 

Daisy Collingridje

Gli Squishies si muovono in un tempo sospeso, come nel mondo onirico e caotico di Lily Macrae o negli studi sul movimento di Pina Bausch e Yoann Bourgeois. Vivono in una realtà parallela dove il corpo umano si compone e scompone in forme che danzano e dà vita a un’arte letteralmente a portata di mano. 

Articolo di Chiara Sabella

I corpi da indossare di Daisy Collingridje
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